“Spider-man – No way home”: una maxi-produzione travolgente

Jon Watts sfrutta la teoria del Multiverso per un omaggio all'Uomo Ragno e a chi che lo ama

Un film di Jon Watts. Con Tom Holland, Zendaya, Marisa Tomei, Benedict Cumberbatch, Jamie Foxx, Alfred Molina. Azione. USA 2021

L’identità segreta di Spider-Man è stata svelata al mondo al termine del film precedente e ora Peter Parker via una situazione ingestibile. Assediato da media, accusato dai federali, tormentato da chi crede alle ultime dichiarazioni di Mysterio e pensa che lui sia un assassino… Anche solo andare a scuola diventa un incubo e Peter viene considerato persona non grata dalle università a cui vorrebbe iscriversi. Un problema questo che si estende alla sua cerchia più ristretta di amici: MJ e Ned Ellis. Con confuso altruismo, per risolvere soprattutto i loro guai e quelli della zia, Peter si rivolge al Doctor Strange, ma la magia ha sempre un costo…

 

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Ecco che la frase iconica pronunciata da Ben Parker e legata a doppio filo al “primo” Spiderman, quello interpretato in tre film da Tobey Maguire, entra anche di prepotenza nella vita dell’Uomo Ragno adolescente di Tom Holland.

Sul finire di “Far From Home” (2019), Mysterio (Gyllenhaal) ha rivelato al mondo intero chi si cela dietro la maschera e la calzamaglia rossa di Spiderman. Da quel momento per Peter Parker (Holland) niente sarà più lo stesso.

“Spider-Man: No Way home” di Jon Watts non perde tempo in premesse e preamboli, e ci porta subito nel vivo dell’azione, con una serie di scene che parlano delle insidie della fama e dei problemi che questa porta nella vita, finora tranquilla (?), del giovane supereroe e di chi gli sta intorno.

Peter è costretto a crescere, a lasciarsi alle spalle parte della leggerezza fanciullesca che fino a oggi lo aveva caratterizzato, per assumersi maggiori responsabilità. Perché essere famosi, essere eroi riconosciuti, significa anche che le sue azioni hanno un peso maggiore rispetto a quelle di un normale adolescente.

Ma c’è di più. Come preannunciato, “No Way Home” sfrutta la teoria del Multiverso, la nuova frontiera del Marvel Cinematic Universe, per riportare in vita alcuni iconici nemici dell’immaginario di Spiderman già apparsi in film precedenti.

Willem Defoe (Green Goblin) guida alla grande la carica dei super cattivi, di cui fanno parte Doctor Octopus (Molina), Electro (Foxx) e l’Uomo sabbia (Thomas Haden Church). Insieme a Molina, Defoe si prende il centro della scena di prepotenza, proponendo una versione del personaggio davvero spaventosa – e libera dal casco che lo limitava in passato. 

Tom Holland risponde bene alle nuove sfide imposte da questo cambio di passo e di registro della storia. La sua interpretazione rimane fresca e “giusta” per un personaggio che è comunque un giovane supereroe ma è anche più intensa. La sua migliore nel franchise fino a oggi.

Grazie anche alla sceneggiatura audace e ambiziosa di Chris McKenna ed Erik Summers, e un tono di fondo più oscuro, “Spider-man: No Way Home” si allontana senza timore dall’azione spettacolare fine a se stessa per giocare su corde più emotive ed emozionali.

Il film di Jon Watts (che vi consiglio di godervi al cinema) è un omaggio travolgente e in grande stile all’Uomo Ragno, a tutti coloro che in questi anni lo hanno interpretato sul grande schermo e a tutti coloro che lo hanno amato. Un nuovo tassello per la storia di un supereroe che non invecchia, poco importa il tempo che passa.

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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