“Spiral – L’eredità di Saw”: la saga horror dell’enigmista non trova pace

Chris Rock e Samuel L. Jackson non bastano a rendere il film di Bousman memorabile

Un film di Darren Lynn Bousman. Con Samuel L. Jackson, Marisol Nichols, Max Minghella, Chris Rock, Zoie Palmer. Horror, 93′. USA 2021

Durante la parata del 4 luglio, un poliziotto viene sequestrato e si risveglia prigioniero di un meccanismo che gli dà due possibilità: morire travolto da un treno oppure salvarsi mozzandosi la lingua. Il suo sarà il primo di una serie di omicidi realizzati da un serial killer che si ispira a Saw e intende ripulire il dipartimento di polizia eliminando gli elementi più corrotti. A capo delle indagini viene messo Zeke Banks, detective della omicidi irreprensibile ma dai metodi poco ortodossi, e per questo odiato da tutti: uno dopo l’altro vedrà morire i colleghi atrocemente torturati, fino a quando il cerchio si restringerà su suo padre Marcus, ex capo-dipartimento in pensione e ritenuto responsabile del degrado morale della città.

 

Chissà quale tipo di “gioco” il buon Jonathan Kramer, alias Jigsaw, troverebbe adeguato per produttori, sceneggiatori e registi di questa pellicola onestamente indifendibile… […] L’augurio, da fan prima, da critico poi, è che se questi sono i risultati non si pensi in un prossimo futuro a un ottavo episodio della saga, perché anche per il terrificante Enigmista l’epoca dei giochi sembra essere finita.

Con queste parole dure e desolate si apriva e si chiudeva la mia recensione, datata novembre 2017, del film “Saw Legacy” (qui trovate il pezzo completo). Ahimè la mia speranza che l’iconica saga horror, in mancanza di vere idee, venisse lasciata in pace è stata disattesa.

Ed eccomi a recensire “Spiral – L’eredità di Saw” di Darren Lynn Bousman un film di cui, ve lo dico subito, non sentivamo il bisogno. Un film che non allarga l’orizzonte della storia, non rinnova lo schema ormai usato e abusato del “gioco” e non dà neanche spazio a nuovi personaggi.

I produttori hanno pensato che scritturare Chris Rock e Samuel L. Jackson fosse sufficiente per rinfocolare l’interesse del pubblico, ma non hanno fatto i conti con una sceneggiatura modesta, scontata, piuttosto povera dal punto di vista drammaturgico – anche se, rispetto a quella del disastroso “Saw Legacy” di cui parlavamo prima, almeno questa è lineare nello sviluppo.

“Spiral” è un film “vecchio”, che si muove nel solco stilistico, narrativo e registico già tracciato dai precedenti episodi della saga, e si affida alla coppia protagonista per fare il salto di qualità.

La storia ruota intorno a tematiche potenzialmente di spessore, come un rapporto padre-figlio conflittuale, il desiderio di emanciparsi e di uscire dal cono d’ombra di chi è venuto prima di noi, la corruzione e gli abusi della polizia nei confronti delle minoranze.

Purtroppo il pubblico è ormai abituato alle scene splatter, e da quelle non viene il coinvolgimento emotivo sperato, e l’inserimento del motivo civile-politico, tanto di moda negli ultimi anni, risulta forzato.

Anche Chris Rock e Samuel L. Jackson, come coppia trainante, funzionano a intermittenza. Ci sono passaggi e dialoghi convincenti e altri inutili e persino noiosi. La sensazione è che i due attori abbiano faticato per raggiungere almeno un minino di alchimia sulla set. Ma se il primo, almeno, dimostra passione, intensità e verve nel dare vita al suo personaggio, il secondo appare quasi svogliato, fuori ruolo, poco coinvolto nel progetto.

Tirando le somme, “Spiral – L’eredità di Saw” è un film deludente e superficiale, con diversi limiti e difetti. Ha però il pregio di “essere meglio” di “Saw Legacy”, che l’ha preceduto, e quindi va a finire che al fan duro e puro della saga resta sul volto almeno un pallido sorriso, dopo averlo visto.

 

Il biglietto da acquistare per “Spiral – L’eredità di Saw” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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