“Star Trek – Picard”: nuova serie del franchise che sorprende in positivo

Amazon Prime Video produce un racconto su Jean-Luc Picard introspettivo, malinconico e "terrestre"

Una serie ideata da Alex Kurtzman, Michael Chabon. Con Patrick Stewart, Santiago Cabrera, Michelle Hurd, Evan Evagora, Alison Pill, Harry Treadaway, Isa Briones. Fantascienza. USA. 2020-in produzione

 

Un capitano, c’è solo un capitano. Un capitaaano, c’è solo un capitano. Anche a chi di voi non è particolarmente avvezzo ai cori da stadio sarà capitato di sentire queste frasi almeno una volta.

Lasciamo perdere – non me ne vogliano gli elettori – Salvini e concentriamoci soltanto sui personaggi carismatici e coraggiosi che, nel cinema o in tv, so sono fregiati di questo titolo o appellativo. Uno è sicuramente Jean-Luc Picard, capitano dell’astronave Enterprise, magistralmente interpretato da sir Patrick Stewart.

La sua ultima apparizione nella saga fantascientifica risale al 2002, al deludente “Star Trek – La nemesi”. In molti, da allora, si sono chiesti cosa ne fosse stato di lui – se magari si fosse semplicemente ritirato a vita privata, godendosi la pensione, sorseggiano Earl Grey.

Ebbene ci ha pensato Amazon Prime a spazzare via la malinconia, richiamando in servizio Jean-Luc Picard. È lui infatti l’assoluto protagonista della nuova serie, ottava del franchise, ambientata nel XXIV secolo, vent’anni dopo gli eventi di “La nemesi”.

Non voglio rovinarvi la sorpresa, rivelandovi come e con chi Picard abbia trascorso questo lungo lasso di tempo. E, non essendo un fine conoscitore della storia, nemmeno tentare pericolosi collegamenti seriali o ricostruzioni. Preferisco mettere nero su bianco qualche considerazione personale, dopo aver visto in anteprima le prime due puntate della serie.

Nonostante si tratti di uno spin-off, “Star Trek – Picard” è diverso da tutto quello che abbiamo visto fino a oggi. È una serie malinconica, introspettiva, riflessiva, incentrato più sull’uomo che sul comandante.

Dalla sceneggiatura emerge bene il senso dello scorrere del tempo, la necessità anche per il buon Picard di fare un bilancio. Jean–Luc Picard rimpiange parzialmente la sua carriera ormai conclusa, ma porta anche il peso della perdita dell’amico Data, morto per salvarlo. Come spesso accade, il passato ritorna, con la possibilità di saldare i vecchi conti in sospeso…

“Star Trek – Picard” è impostata, almeno nei primi due episodi, come un’indagine sul passato, un amarcord emotivo da cui emergono anche vecchi personaggi – provocando un grande “Hip hip hurrà!” tra i fan. La serie riesce nella difficile impresa di unire tradizione e modernità, trovando un suo equilibrio.

Non mancano le scene grandiose e quegli elementi futuristici e fantascientifici che da sempre hanno fatto la fortuna del franchise, ma qui sono al servizio di un racconto più umano e personale che universale e interspaziale. I nemici, questa volta, sono sulla Terra piuttosto che tra le stelle e i pianeti.

Sia come sia, Jean-Paul Picard è tornato e ci aspetta tutti con una tazza del suo amato Earl Grey, pronto per vivere insieme un’altra memorabile avventura.

 

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