“Star Wars – Gli ultimi jedi”: scontro tra Bene e Male nella galassia lontana

Rian Johnson dirige l'ottavo capitolo delle celeberrime Guerre stellari, tra rivelazioni e colpi di scena

di Ambra Azzoli

 

Un film di Rian Johnson. Con Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac. Azione, 152′. USA, 2017

 

Arriva nelle sale cinematografiche l’atteso “Star Wars – Gli ultimi Jedi” di Rian Johnson, l’ottavo capitolo della saga di fantascienza che dal 1977 a oggi ha appassionato intere generazioni con le avventure della galassia lontana, lontana.

Questa volta la Lucas Film ha deciso di portare in scena non solo una storia di guerra, sopravvivenza e vendetta, ma anche di amore, per un popolo che non vuole piegarsi al lato oscuro. Gli eroi, nel capitolo VIII, sono più fieri, coraggiosi e combattivi che mai, perché si sa, come la legge della natura impone, anche nella galassia sopravvivono solo i più forti.

La guerra tra la Resistenza e il Primo Ordine capitanato dal Leader supremo Snoke non accenna a placarsi. Questi vogliono distruggere i Jedi, primo fra tutti Luke Skywalker (Hamill), anche se da anni si è ritirato, ferito da quanto successo con Kylo Ren (Driver), il figlio della principessa Leia (Fisher) e Han Solo. A Rey (Ridley), combattiva e agguerrita, il compito più difficile: scuotere Skywalker dal torpore e spingerlo a tornare nel mondo.

Ma il film è senza dubbio un inno alla coralità, con una serie di personaggi – buoni e cattivi – ben delineati, sfaccettati e combattuti, ognuno a suo modo. Come Finn (Boyega), ex Stormtrooper, Rose (Tran), addetta alla manutenzione e Poe Dameron (Isaac), comandante e abile pilota di X-Wing, membro della Resistenza.

“Star Wars: Gli ultimi Jedi” ha il pregio di lasciare lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine, tra scene esagerate e momenti destabilizzanti. Ma il film, con i suoi colpi di scena e le sue rivelazioni, provoca anche emozioni contrastanti nel pubblico. Probabilmente i fan più puristi potrebbero non gradire alcune dinamiche, mentre i giovani hanno maggiori possibilità di restare, semplicemente, entusiasti.

Perché Rian Johnson non cerca solo di compiacere i “vecchi” appassionati, ma anche di avvicinare nuove leve al fenomeno Star Wars. Ai posteri stabilire se questa sia una scelta da applaudire oppure un clamoroso harakiri.