“Stars at noon”: un film tropicale ed enigmatico che risulta fuori tempo

Claire Denis unisce presente e passato in una spy story nicaraguegna che non decolla

Un film di Claire Denis. Con Margaret Qualley, John C. Reilly, Joe Alwyn, Benny Safdie, Danny Ramirez. Drammatico, 135′. USA 2022

In un Nicaragua dei giorni nostri e in piena pandemia, ma che appare sprofondato in una crisi come quella della rivoluzione sandinista, la giovane americana Trish non ha soldi né accesso al passaporto per lasciare il paese. La ragazza si spaccia per giornalista ma nel frattempo si prostituisce per varie autorità locali, cercando di racimolare denaro e favori. L’incontro con il britannico Daniel, che lavora per una compagnia petrolifera, la invischierà in un pericoloso gioco di spionaggio politico che coinvolge anche la CIA e gli agenti della vicina Costa Rica.

 

Gentile signora Claire Denis, non me ne voglia, ma abbiamo un piccolo, grande problema con la sceneggiatura del suo ultimo film, “Stars at noon”, presentato in concorso al Festival di Cannes. 

Siamo nel 2022, non nel 1986. Per quanto la pandemia sia stata e sia tuttora una tragedia a mio avviso non la si può paragonare alla sanguinosa rivoluzione sandinista. E immaginare di trasportare nel Nicaragua moderno tematiche, dialoghi e ambientazioni di un tempo mi è sembrato un vero e proprio azzardo autoriale.

“Stars at noon” è drammaturgicamente sfasato, inverosimile, a tratti incomprensibile. La spy story non funziona, appare forzata e involontariamente comica, non in linea con la parte romance, molto più centrata.

L’instabilità politica ed economica del Nicaragua e più in generale l’influenza – negativa – esercitata dagli Stati Uniti sui governi del Centro America appare un debole pretesto narrativo. Qui manca una visione d’insieme da parte della regista, impegnata almeno a valorizzare la giovane coppia protagonista. 

Margaret Qualley si dimostra una degna figlia d’arte. Regge il peso del film praticamente da sola, illumina la scena e tutto sommato rende credibile un ruolo che, nella scrittura, aveva davvero pochi appigli.

In coppia con Joe Alwyn funziona. Il pubblico percepisce l’alchimia tra loro, ma per quanto i due non si risparmino, dentro e fuori dal letto, alla lunga anche questa tensione tra loro risulta stancante.

Tirando le somme, “Stars at noon” è visivamente bello da vedere, con giovani attori apprezzabili, ma resta un film sbagliato nel tempo sbagliato.

 

Il biglietto da acquistare per “Stars at noon” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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