“Strappare lungo i bordi”: una serie animata rocambolesca e riuscita

Zerocalcare arriva su Netflix il 17 novembre con 6 episodi scanzonati, com'è nel suo stile

Una serie ideata da Michele Rech. Con Michele Rech, Valerio Mastandrea. Animazione. Italia, 2021

Zerocalcare ripercorre la sua vita saltando avanti e indietro fra presente e passato, da studente modello a delusione per la maestra delle elementari, da ragazzo intento a “guardare il futuro con tracotanza” a 37enne “filo d’erba che non fa differenza a nessuno”. Lungo la narrazione emerge il suo rapporto con l’Armadillo immaginario e gli amici Secco e Sarah, nonché con la ragazza del cuore Alice, a cui non osa dichiararsi. Zero era convinto di poter seguire la strada tratteggiata di ciò che gli sarebbe dovuto capitare, ma scoprirà che il percorso è accidentato e gli toccherà strappare lungo i bordi di un’esistenza incerta.

 

La serie “Strappare lungo i bordi”, scritta, ideata e disegnata da Michele Rech, in arte Zerocalcare, arriva in streaming su Netflix con i suoi sei episodi, dopo che i primi due erano stati presentati in anteprima alla Festa del cinema di Roma il 18 ottobre.

I protagonisti sono gli stessi di sempre, quelli che il pubblico ha imparato ad amare in questi anni: Zero, naturalmente, e poi gli amici di sempre Secco e Sarah, la ragazza del cuore Alice, l’Amico Cinghiale e l’iconico Armadillo.

La serie si muove avanti e indietro nel tempo, attraverso flashback e aneddoti. Zerocalcare presta con estro la voce a tutti i personaggi della serie eccetto l’Armadillo, doppiato da Valerio Mastandrea.

Ogni episodio è come il tassello di un puzzle: solo alla fine il pubblico – ma anche il protagonista, immagine perfetta dell’ultra-trentenne italico precario e squattrinato con un “master in lagna social” – avrà davanti il disegno completo. E le sorprese non mancheranno.

La colonna sonora è di Giancane, che prosegue un sodalizio artistico iniziato nel 2018 e rafforzato con i cortometraggi animati di “Rebibbia quarantine”, realizzati nel 2020, durante il primo lockdown.

“Strappare lungo i bordi” è un ottimo adattamento dell’universo rocambolesco del fumettista italiano. Un ottovolante di immagini, gag e slang che, come avverte un cartello iniziale, “potrebbe disturbare gli spettatori fotosensibili”. Uomo avvisato…

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Nata a Napoli, a otto anni si trasferisce in provincia di Gorizia dove si diletta di teatro. Torna nella sua amata città agli inizi del nuovo millennio e qui si diploma in informatica e comincia a scrivere - pensieri, racconti, per poi arrivare al primo romanzo, "Anime". Nel frattempo ha cambiato di nuovo città e scenario, trasferendosi nelle Marche. Oggi conduce per RadioSelfie.it "Lo chiamavano cinema", un approfondimento settimanale sulla settima arte, e scrive articoli sullo stesso tema.

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