“Stronger”: Jake Gyllenhaal in una tipica storia di “resilienza” americana

Sopravvissuto all'attentato di Boston nel 2013, Jeff diventa un simbolo per chi lotta e non si arrende

di Pasquale De Carlo

 

Un film di David Gordon Green. con Tatiana Maslany, Jake Gyllenhaal, Clancy Brown, Frankie Shaw, Miranda Richardson. Drammatico, 116’. USA, 2017

Per riconquistare il cuore di Erin (Maslany), che lo ha lasciato, poi lo ha ripreso e poi lo ha lasciato di nuovo, Jeff Bauman (Gyllenhaal) prepara un cartellone e si piazza sulla linea di traguardo della maratona di Boston. Ma Erin non finirà mai la gara perché una bomba esplode uccidendo e ferendo pubblico e partecipanti. Jeff è tra le vittime dell’esplosione. Amputato delle due gambe, Jeff ha visto uno degli attentatori e aiuta gli agenti dell’FBI a identificarlo. Ragazzo ordinario, diventa simbolo di resilienza ed eroe nazionale suo malgrado. Se la famiglia cavalca l’onda improvvisa della notorietà, Erin sembra l’unica ad accorgersi del dolore di Jeff, che vorrebbe solo rimettersi in piedi. Il percorso non sarà facile, per ‘camminare come un uomo’ non bastano due gambe nuove. L’irriducibile Peter Pan che vive ancora con la madre non ha altra scelta che diventare grande.

 

La storia vera di uno dei sopravvissuti all’attentato di Boston del 2013 viene raccontata da David Gordon Green e interpretata da un bravissimo Jake Gyllenhaal in “Stronger”, film americano presentato nella Selezione ufficiale della 12° edizione della Festa del Cinema.

La pellicola esplora il concetto di resilienza, la capacità di incassare i colpi che la vita assesta e usarli poi come stimolo per andare avanti.

Altro tema importante è la solitudine. Jeff infatti passa da una vita tranquilla e ordinaria a una condizione assurda e contraddittoria. Se da un lato vive i disagi della sua nuova condizione dall’altro viene considerato dalla famiglia alla stregua di un feticcio da idolatrare e “esibire” durante le manifestazioni pubbliche.

In realtà il protagonista vorrebbe vivere in maniera più raccolta e discreta questo momento così particolare della sua vita, ma non sentendosi capito vive effettivamente una condizione di solitudine, nonostante le plateali dimostrazioni d’affetto di una madre pacchiana.

L’unica persona che riesce a capirlo è proprio quella ragazza che lo aveva allontanato. Il sottile senso di colpa che serpeggia in Erin e che forse è anche alla base del riavvicinamento metterà a dura prova il loro rapporto.

Stronger” è un buon film, che riesce a sfaccettare una storia dalla basse retorica molto forte, una delle storie che tanto piacciono agli americani. Merito anche di un ottimo Jake Gyllenhaal, autore di una performance di spessore.

L’attore, ospite di Antonio Monda negli Incontri Ravvicinati della Festa romana, ha sottolineato le grande emozioni legate al racconto di una storia così forte. Da cui emerge lo spirito a stelle e strisce, ma soprattutto il suo talento.

 

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