Taormina Film Fest 2020: il miglior film è il danese “Onkel”

Alla 66° edizione premi alla carriera a Vittorio Storaro, Laura Delli Colli e Nikolaj Coster-Waldau

Si è conclusa con grande successo di pubblico, dal vivo e online, la 66° edizione del Taormina Film Fest, diretto per la prima volta quest’anno da Leo Gullotta e Francesco Calogero.

Il festival è stato uno dei primi a riprendere dopo l’emergenza Covid-19, unendo alle classiche proiezioni in sala, al Palazzo dei congressi di Taormina, quelle in streaming su MYmovies.it. La programmazione online è stata arricchita anche da una striscia quotidiana di approfondimento su Facebook, con documenti video, immagini di archivio e altri contributi originali. 

Prestigiosi e internazionali gli ospiti presenti, premiati per le rispettive carriere: il direttore della cinematografia Vittorio Storaro, tre volte premio Oscar, insignito del Cariddi d’oro alla carriera; la giornalista Laura Delli Colli e l’attore danese della serie “Game of Thrones” Nikolaj Coster-Waldau, insigniti del Taormina Arte Award.

A seguire tutti i premi assegnati al Taormina Film Fest 2020.

CONCORSO LUNGOMETRAGGI

  • Cariddi d’oro per il miglior film: “Onkel” di Frelle Petersen (Danimarca)
  • Cariddi d’argento per la miglior regia: “Charter” di Amanda Kernell (Svezia)
  • Menzione speciale della giuria: “La hija de un ladron” di Belèn Funes (Spagna)
  • Maschera di Polifemo per la migliore attrice: Daria Lorenci, “Mater” di Jure Pavlovic (Croazia)
  • Maschera di Polifemo per il miglior attore: Bakhtiyar Panjeei, “Namo” (The Alien) di Nader Saeivar (Iran)

GIURIA DOCUMENTARI

  • Miglior film: “Paradise Without People” di Francesca Trianni (Stati Uniti)
  • Menzione speciale: “My dear mother” di Paul-Anders Simma (Finlandia)

CONCORSO INDIEUROPEA

  • Premio per il miglior film: “Maria Solinha” di Ignacio Vilar
  • Premio per il miglior attore protagonista: Ruscen Vidinliev, “18% Grey”
  • Premio per la migliore attrice protagonista: Astrid Bergès-Frisbey, “L’Autre”
  • Menzione speciale: “The forgotten” di Daria Onyshchenko
  • Menzione speciale: “The nose or the cospiracy of Mavericks” di Andrey Khrzhanovsky

 

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