“Tár”: il ritratto di una donna spietata e del mondo rarefatto della musica

Il film di Todd Field racconta luci e ombra di Lydia Tár, superba direttrice d'orchestra

Un film di Todd Field. Con Cate Blanchett, Mark Strong, Julian Glover, Nina Hoss, Noémie Merlant. Drammatico, 158′. USA 2022

Lydia Tár, prima donna di sempre a dirigere l’orchestra dei Berliner Philharmoniker, si trova al centro di polemiche sull’abuso di potere esercitato nel proprio ruolo e sulla richiesta di favori sessuali fatta a delle dipendenti in cambio di riconoscimenti professionali. In particolare, dopo il suicidio di una sua ex assistente, Krysta, cominciano a circolare prove e video compromettenti, probabilmente diffusi da membri del suo stesso staff.

 

Dopo 16 anni dal suo ultimo film, “Little Children”, Todd Field torna dietro la macchina da presa con “Tár”, ritratto eccezionalmente dettagliato di un’artista, Lydia Tár, considerata una delle più̀ grandi compositrici e direttrici d’orchestra viventi e prima donna in assoluto a dirigere un’importante orchestra tedesca.

Esplorando la natura mutevole del potere, le sue derive in senso autoritario e l’impatto sul mondo moderno, “Tár” offre uno sguardo molto attuale e dettagliato della scena musicale classica internazionale.

Nonostante il ritmo lento e l’apertura volta a mostrarci fin da subito le competenze della protagonista, una pioniera che aspira a incarnare la grandezza del passato, l’opera di Field riesce nell’intento non facile di immergere lo spettatore nel mondo rarefatto in cui abitano questi artisti di livello mondiale.

Cate Blanchett tocca un punto altissimo della sua carriera, grazie ad una performance abbagliante piena di tecnicismi, di gesti e movimenti che trascinano l’intera opera e la esaltano.

Interessanti anche la fotografia, che illumina interni, altrimenti insignificanti, con una luce fredda, come se ognuno fosse una casa infestata, e l’elaborato design audio, che rende giustizia agli scricchiolii delle porte e ai rumori ambientali quanto alle sinfonie che risuonano nella loro grandezza. 

Immersione audace e abbastanza completa in un mondo rarefatto, “Tár” è anche un’opera provocatoria, ricca di riferimenti al ruolo della donna nella società moderna e al potere nella sua forma più complessa. Il punto di vista è quello di un personaggio spietato, non amabile; una carnefice che però riesce ad incarnare perfettamente lo spirito e il senso dell’opera stessa.

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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