1×02 Luna rosso sangue

EPISODIO IN BREVE Katrina compare in sogno a Ichabod mettendolo in guardia dalla prossima rinascita di un essere malvagio che accelererà l’arrivo dell’Apocalisse. Mentre cerca di adattarsi alla vita del XXi secolo, e con l’aiuto di Abbie, l’uomo cerca di sventare il pericolo. I documenti messi insieme dal defunto sceriffo daranno una mano alla coppia nella loro ricerca della creatura…

WHERE ARE YOU, KATRINA? | Katrina, Katrina, dove sei? Gli interrogativi sulla sorte della moglie strega di Ichabod aleggiano sulle nostre teste dalla prima puntata, e dopo ieri non hanno fatto che moltiplicarsi. Quello che già sapevamo era che il suo corpo non riposa nel cimitero, dove si trova la lapide. Il quadro si è arricchito con le parole della strega cattiva: Katrina si trova intrappolata nel mondo tra i mondi. Quindi, come ha concluso giustamente Ichabod, può essere liberata. La domanda è: quando? Quando l’eroico viaggiatore nel tempo riuscirà a capire dove si trova la sposa? E come riuscirà a tirarla fuori da questo misterioso luogo? E, visto che siamo a farci domande, come sarà il rapporto tra i due coniugi dopo oltre 250 anni di separazione? E come vivrà Abbie questa ricomparsa? Domande, domande, domande.

NESSUNO HA PAURA DEL 49 | Quando, nell’apparizione finale, lo sceriffo ha rivolto ad Abbie quella frase sibillina (“Smetti di avere paura del numero 49. Allora capirai che non sei sola” o qualcosa del genere) la mia mente aveva iniziato a galoppare (chi? cosa? dove? come?)… Non so se sia un bene o un male che l’episodio non sia finito così, ma ci sia stato mostrato subito a cosa si riferiva quel numero. Che la poliziotta avesse una sorella chiusa in una sorta di istituto (o manicomio) già si sapeva. Ma ammetto che vedere Jennifer in carne ed ossa è stata una sorpresa. Mi aspettavo una pazza in camicia da notte, eterea, trasognata. Invece Jenny somiglia più a un Marine o a uno dei sopravvissuti di The Walking Dead – per quanto tormentata da apparizioni e incubi diabolici. Come si svilupperà la storyline delle due sorelle (perché ho avuto la netta impressione che la reclusa non resterà recluse a lungo e che presto incrocerà la strada di Abbie e forse anche di Ichabod)? Vedremo.

Agente BrooksL’ULTIMA PAROLA | Iniziamo con due osservazioni su punti che non tornano…
1. C’è il cadavere di un agente (morto in cella in circostanze alquanto nebulose) è in obitorio. Ora… come è possibile che il corpo sparisca e nessuno si accorga di niente? Ok sul momento (anche se è strano che non passi nemmeno un addetto nel giro di una o due ore) ma il giorno dopo? Il corpo dell’agente Brooks è sparito da più di due giorni alla fine della puntata, e non sembra che qualcuno abbia notato la cosa. Bha.
2. Si sente la mancanza del Cavaliere. Per quanto l’agente Brooks sia inquietante con il collo storto, il colorito cereo, il suo atteggiamento ambiguo, come cattivo non regge più di tanto. Era ovvio che “l’apocalittico” non potesse andare in giro tutte le notti per la città in cerca della sua testa, però non vederlo neppure per una scena… E’ stato un po’ strano. E poi ho una domanda: il cavaliere e quel mostro che compare a Brooks sono la stessa “persona”? Oppure no?

Tolte queste notazioni personali, ho trovato l’episodio davvero inquietante… in senso positivo! La serie non nasce come horror puro, eppure non si può negare che faccia piuttosto paura. Prendiamo la scena della cameretta del bambino, della strega che entra in casa per prendere le ceneri. Da’ i brividi. L’ambientazione notturna contribuisce, così come la sonorità, i personaggi, il mistero. Questo show è un mix di generi, a mio avviso riuscito (almeno per ora). Si spazia dal passato al presente, dal mistery, all’horror, al sovrannaturale. Senza dimenticare mai un po’ di comedy (avete presente un uomo di fine 1700 che “incontra” per la prima volta gli apparecchi contemporanei oppure fronteggia i costi di beni di prima necessità come le ciambelle?!) e un lato sentimentale (il dolore di Abbie e della sorella, l’affetto per lo sceriffo morto). Questo strano mix funziona.

Alla prossima puntata!

Previous article“Il mio nome è nessuno. Il giuramento”: la giovinezza di Odysseo
Next articleBuoni propositi libreschi di dicembre
Giornalista per passione e professione. Mamma e moglie giramondo. Senese doc, adesso vive a Londra, ma negli ultimi anni è passata per Torino, per la Bay area californiana, per Milano. Iscritta all'albo dei professionisti dal 1 aprile 2015, ama i libri, il cinema, l'arte e lo sport.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here