“The Batman”: il Cavaliere Oscuro di Pattinson, combattuto, cupo, solitario

Il film di Matt Reeves supera il super-hero movie e ci regala una Gotham senza speranza

Un film di Matt Reeves. Con Robert Pattinson, Zoë Kravitz, Paul Dano, Jeffrey Wright, John Turturro. Drammatico, 175′. USA 2022

Bruce Wayne combatte il crimine a Gotham City nei panni del violento Batman, che incute paura ai criminali (ma più che altro ai graffitari) anche solo grazie all’apparizione del bat-segnale – pur se non uccide i propri avversari per non diventare come loro. Più in sintonia con il detective Gordon che non con il suo mentore Alfred, è messo a dura prova da un serial killer che lascia enigmi rivolti proprio a Batman. Nel venire a capo del fitto mistero sulla corruzione di Gotham che l’Enigmista vuole portare alla luce, si imbatte nella ladra Selina Kyle e forgia con lei una controversa alleanza. La questione si fa via via più personale quando gli indizi dell’Enigmista conducono verso i segreti di Thomas e Martha Wayne.

 

Dal 1989, quando Michael Keaton indossò per la prima volta al cinema la maschera del Cavaliere oscuro dei fumetti DC nel film di Tim Burton, abbiamo visto un gran numero di versioni di questa storia. Tra le più apprezzate, sicuramente la trilogia di Christopher Nolan con protagonista Christian Bale.

A raccogliere la pesante – e scomoda, per molti versi – eredità arriva adesso Matt Reeves che con il suo “The Batman” accetta la tradizione, la prende in esame e la reinventa in un modo che risulta al contempo sostanziale e audace.

Nei suoi 176 minuti, “The Batman” riesce ad essere tanti film: è un thriller di cospirazione politica, un dramma poliziesco che ricorda quelli degli anni ’70, la storia d’amore tra un pipistrello e una gatta, lo studio di un personaggio, un noir nel senso più profondo del termine.

Il Bruce Wayne di Robert Pattinson – bravo, anche lui, a raccogliere la pesante eredità dell’Uomo pipistrello ma non farsi schiacciare da essa, come invece è successo, in tempi recenti, a Ben Affleck – è un uomo senza speranza, triste, solo, che si è allontanato dall’alta società e non si sente a suo agio nei panni del ricco ereditiere.

Anche come eroe, Bruce/Batman porta con sé un forte senso di smarrimento e un grande pessimismo di fondo, che appare subito chiaro dalla sequenza di apertura, dove l’uomo racconta il suo stato d’animo a un anno dall’inizio della guerra – senza speranza? – al crimine.

Tecnicamente, “The Batman” è impeccabile: un film che riesce a essere etereo, pesante e impressionista al contempo. La fotografia di Greig Fraser, con il suo mix di nero profondo e colori audaci come il rosso, sottolinea le ambientazioni cupe e la pioggia battente, che ricorda quella del “Corvo”, da cui emergono le luci al neon dei club notturni.

Nonostante utilizzi tutti gli elementi che hanno reso l’uomo pipistrello un cult nell’universo dei cine-comic – la Bat-mobile, il bat-segnale sparato nel cielo scuro, la Wayne tower e i misteri dei genitori defunti -, “The Batman” riesce a superare il concetto stesso di super-hero movie.

Il risultato è una versione molto personale della storia; uno studio credibile su questo (anti)eroe cupo e solitario alla ricerca di giustizia, in una Gotham City che sta precipitando sempre più nel baratro e dove nessuno è davvero innocente.

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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