“The dazzled”: un racconto a prova di adolescente, che supera i cliché

Sarah Suco dirige una pellicola tosta, complessa, controversa, che punta il dito contro gli estremismi

Un film di Sarah Suco. Con Camille Cottin, Jean-Pierre Darroussin, Éric Caravaca, Céleste Brunnquell, Spencer Bogaert. Drammatico, 89′. Francia 2019

La vita di Camille, dodicenne appassionata di circo, maggiore di quattro fratelli, viene sconvolta radicalmente quando i suoi genitori decidono di entrare a far parte di una comunità carismatica e trasferiscono l’intera famiglia dentro lo spazio fisico e sociale della stessa. Inizialmente Camille si adatta, ma i sacrifici che le vengono richiesti sono sempre maggiori e punitivi, e, quando anche i fratelli più piccoli danno segnali di disagio, Camille capisce che non può più fare affidamento sui genitori, abbagliati dai dettami della setta.

 

Negli ultimi anni, quando leggiamo sui giornali o ascoltiamo in TV notizie riguardanti il fanatismo religioso siamo soliti associarle, d’intinto e anche senza evidenze, all’Islam.

L’11 settembre e tutti gli eventi che sono seguiti hanno cambiato la mentalità occidentale, generando un timore diffuso verso “gli arabi”, ma in realtà qualsiasi religione, ideale o principio, se portato all’estremo o mal interpretato, può essere pericoloso. Perché non è l’idea in sé a essere sbagliata, sono le persone.

“The dazzled” di Sarah Suco, miglior film di Alice nella città 2019, è l’incredibile, sconvolgente, a tratti inquietante racconto di come la vita di una normalissima famiglia francese venga sconvolta dall’ingresso in una comunità cristiana estremista.

Lo spettatore assiste, prima divertito, poi incredulo, infine sgomento, al vero e proprio lavaggio del cervello a cui si sottopongono volontariamente i genitori di Camille, dodicenne appassionata di circo. Saranno lei e i fratelli più giovani a pagarne le conseguenze, sul piano psicologico ed emotivo.

Il film della Suco – pesante, complesso, controverso – racconta in modo asciutto quanto incalzante l’inesorabile escalation di radicalizzazione cristiana che porterà la famiglia di Camille a isolarsi dal resto del mondo, per chiudersi in una realtà opprimente quanto malsana, dove ogni forma di individualismo e personalità vengono annullate.

La sceneggiatura è dura, esasperante, incisiva, capace di scuotere lo spettatore nel profondo. La visione di “The dazzled” è scioccante, snervante, drammatica eppure necessaria per comprendere come qualunque fede religiosa sia pericolosa e negativa, se strumentalizzata.

Il cast merita complessivamente un convinto plauso per il lavoro svolto. Ogni personaggio è credibile, intenso, vivo, e il talento di ogni interprete emerge chiaramente.

Celeste Brunnquell merita una menzione speciale per la sua magistrale e significativa prova attoriale. La giovane attrice si prende sulle spalle gran parte del film, senza mostrare incertezze o giri a vuoto quando si trova assoluta protagonista in scena.

Il finale è tosto, atroce, amarissimo, anche se forse troppo frettoloso rispetto al contesto narrativo che lo ha preceduto. Ma senza dubbio lo spettatore uscirà dalla sala  sentendosi – colpevolmente – sollevato nel condividere la sofferta e laica scelta di Camille.

 

Il biglietto da acquistare per “The Dazzled” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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