“The Falcon and the Winter Soldier”: commento sulla miniserie Marvel

La pesante eredità di Cap, un'avventura globale e tante porte aperte per il futuro

Anche la seconda serie Marvel Studios disponibile su Disney+ è giunta a conclusione, con colpi di scena ma anche avvenimenti telefonati e altri deludenti. Signori e signore, è giunto il momento di parlare di “The Falcon and the Winter Soldier”… non senza spoiler e, soprattutto, un’ultima volta in questi termini.

 

I NUOVI INIZI

Con “Avengers: Endgame” tutto sembrava finito: i nostri eroi preferiti andati, le loro storie apparentemente concluse. La loro eredità, però, non tarda a essere presa in consegna, ed è questa la Fase Quattro del Marvel Cinematic Universe.

Nella serie “WandaVision” (qui il mio commento) due eroi che avevamo amato e conosciuto si trasformano, diventando, come nel caso di Wanda/Scarlet Witch chi speravamo da tempo di vedere. Nel film “Black Widow” avremmo già dovuto assistere alla consacrazione della seconda vedova nera.

In “Tha Falcon and the Winter Soldier” si parla della perdita di Capitan America, e delle difficoltà che il mondo sta incontrando senza l’eroe con lo scudo a difenderlo. Per questo viene nominato un nuovo Capitano, il Marines John Walker. Questo porta i migliori amici di Steve Rogers, Bucky e Sam, a mettersi profondamente in discussione. E a ritrovarsi per affrontare nuove minacce su scala planetaria.

 

CAPITAN AMERICA

I sei episodi della miniserie hanno un unico obiettivo di fondo: la consacrazione del nuovo Capitan America – e no, non stiamo parlando di John Walker. Inizialmente i fan, così come Bucky e Sam, sono scioccati dalla scelta del governo di affidare lo scudo a un altro uomo. Nonostante una presentazione drammatica, che lo mostra come il candidato perfetto per ricevere l’eredità di Steve, non lo accettano. E gli sviluppi della storia dimostrano che ci avevamo visto giusto… 

Nel frattempo Sam e Bucky, dopo aver risolto i conflitti in sospeso, si ritrovano in un’avventura dal gusto thriller-politico – molto in stile “Capitan America e il Soldato d’inverno” – e comprendono di aver bisogno l’uno dell’altro. Dalla famiglia di Sam agli incubi di Bucky, la miniserie sfrutta il tempo a disposizione per approfondire il passato e il presente di questi due personaggi fino a oggi secondari e consacrare il primo, alla fine, come nuovo Capitan America.

Un avvenimento dalla forte valenza simbolica, attraverso il quale si porta avanti anche un discorso politico, che parla d’inclusione, accettazione e speranza per un mondo migliore. A ben vedere l’intera serie ha una componente forte di denuncia socio-politica, che porta a mettere in secondo piano alcuni passaggi semplici e anche abbastanza telefonati. 

 

IL FUTURO

Tanta azione e pochi colpi di scena, ma anche tante porte aperte per il futuro di casa Marvel. Un nuovo Capitan America, un possibile nuovo Falcon (Torres, compagno di missioni di Sam tiene infatti le sue ali) e l’introduzione di U.S. Agent (John Walker). Anche il cameo di Don Cheadle, che con il suo James Rhodes fa da mentore a Sam nella miniserie, fa pensare alla sua prossima avventura in “Armor Wars”.

La Marvel sembra avere appena iniziato a esplorare le possibilità della Fase Quattro, e noi non vediamo l’ora di farlo insieme a lei. Intanto ci prepariamo per l’11 giugno, quando sarà in streaming su Disney+ il primo episodio della serie “Loki”, e per il 9 luglio, data di uscita dell’attesissimo, e a lungo posticipato, “Black Widow”

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Classe 1996, marchigiana d’origine, studia comunicazione a Roma e ha trovato il modo di coniugare la passione per il cinema e quella per la scrittura... Come? Scrivendo sul e per il cinema dal 2015. Ha all'attivo diverse esperienze sul set, con registi del calibro di Matteo Garrone, e sogna un giorno di veder realizzato il suo film.

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