“The long walk”: una ghost-story orientale, incalzante e ipnotica

Mattie Do porta per la prima volta il Laos alla Mostra del cinema di Venezia, con successo

Un film di Mattie Do. Con Douangmany Soliphanh, Yannawoutthi Chanthalungsy, Naliphone Siviengxay, Vithaya Sombath, Brandon Hashimoto. Drammatico, 116′. Laos, Spagna, Singapore 2019

Un vecchio percorre le strade polverose che portano dalla sua fattoria isolata al più vicino villaggio rurale, in compagnia di uno spirito silenzioso, della cui morte fu testimone cinquant’anni prima. Nel corso del tempo il dolore provato per aver perso la madre a causa della tubercolosi ha generato nell’uomo il bisogno patologico di alleviare la sofferenza dei malati terminali, praticando l’eutanasia a diverse donne. Quando si rende conto che lo spettro compagno di viaggio è in grado di trasportarlo indietro nel tempo, il vecchio prova a modificare il proprio passato, cercando di convincere il suo io più giovane a prevenire la sofferenza della madre agonizzante.

 

La regista Mattie Do – nata in una famiglia di rifugiati, cresciuta a Los Angeles, rientrata in patria dieci anni fa, quando il padre è andato a vivere a Vientiane da pensionato – porta per la prima volta il Laos alla Mostra del cinema di Venezia con il film “The long walk”, inserito nel programma delle Giornate degli autori.

Il film è un avvincente e inaspettato viaggio temporale ed emozionale, costruito come una ghost-story. La struttura si fonda su continui rimandi, flashback e ricordi che spiazzano lo spettatore e lo portano a perdersi, con piacere, tra ciò che è reale e ciò che è solo frutto della mente del protagonista.

Potremmo dire che si tratta della risposta orientale a pellicole come “Il sesto senso” e “The others” per ciò che riguarda la componente fantasmi, a “Interstellar” ed “Endgame” per la teoria sui viaggi nel tempo, abbastanza ardita sul piano scientifico ma cinematograficamente avvincente.

La regia di Mattie Do è ipnotica, incalzante, talentuosa, capace di creare l’atmosfera ideale per un thriller esistenziale ed emotivo dal grande impatto visivo e stilistico, accompagnato da un’adeguata colonna sonora.

“The long walk” è un film amaro ma catartico, che alla fine lascerà nello spettatore una  piacevole sensazione di pace e serenità.

 

Il biglietto da acquistare per “The long walk” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

 

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