“The Nightingale”: quando l’usignolo si libera dalla gabbia e impara a volare

Jennifer Kent dirige un rape-revenge movie al femminile ambientato nella Tasmania dell'Ottocento

Aisling

Un film di Jennifer Kent. Con Sam Claflin, Aisling Franciosi, Ewen Leslie, Damon Herriman, Charlie Shotwell. Drammatico, 136′. Australia 2018

Tasmania, 1820. Clare, giovane donna irlandese, sta scontando da tre anni una pena al servizio del tenente Hawkins, aguzzino dalla faccia d’angelo che adora sentirla cantare. In attesa della promozione a capitano, Hawkins abusa di lei e una notte per capriccio le toglie tutto: dignità, marito, bambina. Data per morta, Clare risorge dalle sue ceneri e decide di prendersi la sua vendetta. A cavallo e al fianco di Billy, aborigeno tasmaniano cacciato dalle sue terre, si mette sulle tracce di Hawkins. Il viaggio sarò lungo, i pericoli enormi, la speranza un lumicino.

 

Il film “The Nightingale” sta già facendo discutere, e ancora non è arrivato nelle sale. Jennifer Kent (Babadook), unica donna in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, propone un rape-revenge movie in chiave fortemente femminile.

La protagonista Clare, soprannominata usignolo (nightingale, ndr) per la sua voce incantevole, sconta una pena al servizio del tenente britannico Hawkins (Claflin). Gli orrori che l’uomo infligge a lei e alla sua famiglia la spingeranno a cercare vendetta.

Il viaggio di Claire sulle tracce di Hawkins, compiuto insieme all’aborigeno Billy e immersa in una natura incredibile, dura quanto incantevole, si trasforma presto in un percorso di catarsi e di elaborazione del lutto.

La denuncia sociale, proiettata in altri tempi ma estremamente attuale, è la vera forza di “The Nightingale”. La rabbia e il riscatto della protagonista diventano mezzi per affrontare problematiche universali, contemporanee, necessarie. La grandezza della sceneggiatura è proprio qua: non c’è spazio per il razzismo, il sessismo, il nazionalismo in questo film. Qui si parla della storia di tutti, dei problemi di tutti.

Jennifer Kent firma un prodotto visivamente e tematicamente incredibile, uno dei migliori visti quest’anno in concorso a Venezia. Staremo a vedere se l’unica donna in lizza si aggiudicherà l’ambito Leone d’oro.