“Thelma”: nel gelo norvegese un film che trascende il concetto di genere

Joachim Trier si ispira con successo al cinema di De Palma ma anche ai gialli italiani degli anni '70

Un film di Joachim Trier. Con Eili Harboe, Okay Kaya, Henrik Rafaelsen, Ellen Dorrit Petersen, Grethe Eltervåg. Thriller, 116′. Norvegia, Francia, Danimarca, Svezia 2017

Thelma, una timida ragazza di provincia cresciuta in una famiglia molto religiosa, è appena arrivata a Oslo per frequentare l’università. Qui conosce Anja e presto l’amicizia tra le due si trasforma in un sentimento più profondo: proprio allora, però, Thelma scopre di avere dei poteri inquietanti e incontrollabili, legati a un terribile segreto del suo passato…

 

È giusto porre un limite ai propri desideri, e reprimere in qualche modo la propria natura? I genitori hanno il diritto di ostacolare i figli, qualora notassero in loro un’indole malvagia? E quale influsso ha, ai nostri giorni, la fede sui comportamenti – anche sessuali – di un individuo?

Fede, genitorialità, disturbi mentali, pulsioni sessuali, senso di colpa sono soltanto alcune delle delicate e controverse tematiche affrontante in modo originale, convincente e spiazzante nella sceneggiatura di “Thelma”, firmata da Joachim Trier ed Eskil Vogt.

Ci piace sottolineare come proprio la sceneggiatura, spesso nota dolente in tanti progetti, qui si sia rivelata l’elemento decisivo per far raggiungere al film livelli di eccellenza anche sul piano recitativo e registico.

“Thelma” è un film difficilmente inseribile in un preciso contesto e genere, col suo spaziare dal thriller al sovrannaturale e all’horror con momenti drammatici e altri toccanti e quasi romantici.

Protagonista una studentessa islandese di chimica – splendidamente interpretata da Eili Harboe – che intraprende un viaggio legittimo quanto drammatico nel desiderio di vivere liberamente la propria vita. Al timoroso coming out si combina il faticoso coming age, che spinge Thelma ad affrontare i propri demoni e il doloroso passato fino alle più estreme conseguenze, come nelle migliori tragedie greche.

Ma chi è dunque Thelma? Un mostro? Una vittima? Una ragazza posseduta? Una malata mentale che soffre di crisi psicogene?

Da una parte l’impianto narrativo e registico è di stampo teatrale e coinvolge lo spettatore in un crescendo di pathos ed emotività, dall’altro la visione d’insieme e l’identità del film sono fortemente cinematografiche.

“Questo film è molto diverso dai miei precedenti lavori – si legge nelle note alla regia di Trier. – Sono cresciuto con i film di Bergam e Antonioni e Brian De Palma. Essendo un cinefilo, insieme al mio amico sceneggiatore Eskil Vogt abbiamo visto ultimamente molti gialli italiani degli anni ‘70: quello che ci ha colpito è il modo in cui questi film riescono a toccare temi universali attraverso il cinema di genere”.

“Thelma” è senza dubbio uno dei film da non perdere in questo inizio d’estate, ma anche un film da rivedere in futuro, per poter cogliere a pieno tutte le sfumature di una storia meravigliosamente scioccante e avvincente.

 

Il biglietto da acquistare per “Thelma” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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