Thursday Next. First among sequels, Jasper Fforde

Thursday Next è tornata. E questa volta è una questione personale… Ufficialmente, la Detective Letteraria Next non è più operativa. Un tempo figura chiave nel corpo di polizia del Mondo dei libri, oggi si dedica a tempo pieno ai suoi doveri di moglie a madre. O almeno, questo è ciò che crede il marito… In realtà Thursday lavora duramente come al solito – e in un mondo dove il livello di attenzione delle persone scende sempre di più per la letteratura la vita è davvero dura. Chi ha ucciso Sherlock Holmes? Riuscirà la nostra eroina a evitare che “Orgoglio e pregiudizio” venga trasformato in un reality show? E a far sì che il figlio adolescente di alzi dal letto in tempo per salvare il mondo?

First among sequels, Jasper Fforde

Penso di aver sottolineato a più riprese il mio amore profondo e viscerale per la serie di romanzi scritti da Jasper Fforde con protagonista la detective letteraria Thursday Next, un tipo di fantasy sui generis, divertente oltre che fantasioso, e naturalmente con un legame indissolubile col mondo dei libri.

Immagino non vi stupirà sapere, quindi, che dopo pochi giorni dal mio arrivo negli Stati Uniti io mi sia messa alla ricerca di una copia del quinto capitolo della serieFirst among sequels, appunto – che ancora, purtroppo, non è stato tradotto (e chissà se mai lo sarà) in Italia. Colgo l’occasione per fare un appello all’editore delle precedenti avventure – marcos y marcos, ndr -: i lettori italiani meritano di avere a disposizione il libro, così come i successivi. Sì perché è stato con enorme gioia che ho scoperto che Fforde, invece di fermarsi come avevamo immaginato dopo “C’è del marcio” ha continuato a scrivere le gesta del suo più celebre personaggio.

Ebbene, tornando a noi, mi sono messa in cerca del libro e l’ho trovato in una bellissima libreria storica di San Francisco, per 15 $. Non poco, se pensiamo che si tratta di un paperback, ovvero di un’edizione economica. Anche da questo punto di vista, come per i biglietti del cinema, la cultura in Italia si è rivelata essere molto più abbordabile (vi suggerirei di pensarci, prima di giudicare negativamente il nostro paese, che ha tantissimi difetti ma, ammettiamolo, anche qualche pregio).

La storia di Thursday non riprende da dove ci eravamo interrotti con il quarto romanzo. Sono infatti passati diversi anni, oltre dieci, da quando abbiamo visto per l’ultima volta la nostra eroina, la sua famiglia e tutti gli altri personaggi, reali e letterari. In questo lasso di tempo sono cambiate molte cose: prima di tutto le Operazioni Speciali, di cui faceva parte anche la divisione dei Detective Letterari di Thursday, sono state per la maggior parte chiuse. Per questo la protagonista ha dovuto cambiare lavoro, e adesso si trova impiegata per una ditta che vende e istalla parquet e moquette nelle case.

Un po’ triste, direte voi? Ma niente affatto. Nel mondo reale, infatti, questo impiego non è che una copertura. Insieme al collega Spike, infatti, Thursday continua a lavorare su casi tutt’altro che normali, tra vampiri, contrabbando di formaggio, persone scomparse, vicende soprannaturali varie.

Ma c’è di più. All’insaputa della famiglia e soprattutto dell’amato marito Landen, che continua a scrivere libri di scarso successo, Thursday prosegue anche la sua attività nel mondo della narrativa, come agente di Giurisfiction (il corpo che sovrintende alla sicurezza nel mondo dei libri) e voce di spicco nel Consiglio dei generi letterari.

Insomma, lo avrete capito, per la nostra eroina le avventure non mancano. Tra figlie immaginarie instillate nei ricordi, Thursday letterarie dalle personalità duplici, Minotauri in fuga e vecchie conoscenze tutt’altro che sconfitte, ne vedremo ancora una volta delle belle.

Quello che dei libri di Fforde mi ha letteralmente conquistato, e che anche stavolta non ha deluso, è la capacità dell’autore di dare vita a un universo che somiglia al nostro ma si discosta dal presente in così tanti dettagli e particolari da risultare sempre nuovo, sempre irresistibile.

Potrei leggere 100 di questi romanzi, e sapete perché? Perché non è mai l’avventura portante del libro, a piacermi di più. Anche in questo caso Thursday deve sventare un paio di situazioni potenzialmente mortali e distruttive, salvare il mondo reale e quello letterario, sgominare gli avversari. Eppure questa che chiameremo trama orizzontale non è niente, paragonata alle decine e decine di trame verticali che si incontrano nel corso del libro.

Sono i dettagli, le storie collaterali, i personaggi secondari e soprattutto l’utilizzo incrociato che Fforde da dei libri, della letteratura e dei suoi eroi a rendere la serie legata al nome di Thursday Next unica e inimitabile. E potenzialmente infinita.

Cosa importa se il piano distruttivo si risolve sempre in poche pagine, solitamente alla fine? Per tutte le pagine che precedono questa conclusione non ci si annoia nemmeno per un secondo. È tutto avventuroso, tutto fantastico, tutto divertente. Una vera e propria chicca per chi, come me, non ama solo la letteratura ma anche la metaletteratura. Libri che parlano di altri libri? Datemene uno e mi farete una persona felice. E Fforde ce ne ha dati non uno, non due, ma un’intera serie. Cosa chiedere di più?





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