“Ti presento Sofia”: se l’istinto materno è cosa da uomini

Micaela Ramazzotti e Fabio De Luigi nel remake (insensato) di una commedia argentina di successo

Un film di Guido Chiesa. Con Micaela Ramazzotti, Fabio De Luigi, Caterina Sbaraglia, Andrea Pisani, Shel Shapiro. Commedia, 98′. Italia 2018

Gabriele, ex rocker e ora negoziante di strumenti musicali, divorziato, è un papà premuroso e concentrato esclusivamente su Sofia, la figlia di 10 anni. Quando gli amici gli presentano delle possibili nuove compagne lui parla della figlia, azzerando ogni chance. Un giorno però nella sua vita ricompare Mara, che vede da 10 anni e che è diventata un’importante fotografa. Lui se ne innamora ma c’è un grosso ostacolo da superare: lei non vuol sentire neanche parlare di bambini. Gabriele decide quindi di nasconderle la presenza di Sofia. L’impresa però non sarà per niente facile.

 

Caro lettore di Parole a Colori, dopo oltre quattro anni avrai ormai fatto il callo alle mie recensioni, al mio stile di scrittura, alle mie lettere aperte, arrivando quasi a comprendere quali siano i miei gusti e idee in campo cinematografico.

Magari spesso, leggendo i miei pezzi, avrai scosso la testa ritenendo sbagliati i miei giudizi sul film, sulla sceneggiatura o sull’attore di turno. Ma nonostante tutto continui a leggermi, avvertendo probabilmente che a muovermi è una forte passione per la settima arte.

Ecco, caro lettore, mai come in questo caso sono in difficoltà nello scrivere il pezzo. Non perché “Ti presento Sofia” di Guido Chiesa, remake di una commedia argentina campione d’incassi, uscita in Italia nel 2016, sia un film mediocre, noioso o irritante, anzi nel suo genere è anche dignitoso, ma perché non si capisce il motivo della sua realizzazione.

Non me vogliano Chiesa e gli altri due sceneggiatori, ma la scelta di adattare la storia in un contesto italiano appare debole, forzata, mancante del necessario quid creativo e drammaturgico. “Ti presento Sofia” è il classico film che, una volta visto, purtroppo, non lascia nulla al pubblico.

Si parte dalla volontà di ribaltare il luogo comune secondo cui ogni donna ha in sé almeno un briciolo di istinto materno mentre un uomo non può occuparsi da solo di un figlio per costruire una commedia degli equivoci dai tratti romantici.

Le interessanti tematiche presenti nella sceneggiatura perdono però di profondità nella messa in scena, sfociando in un intreccio eccessivamente semplificato e frettoloso soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi.

L’inedita coppia formata da Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti convince solamente a tratti – sul set non deve essere scoccata la scintilla artistica. Lui si limita a svolgere il compitino senza particolari guizzi; lei appare più credibile. Tra i due spicca sicuramente  l’esordiente Caterina Sbaraglia, nel ruolo di Sofia.

Se da una parte il finale melenso e scontato conferma una volta di più l’inutilità di questo remake, dall’altra concede allo spettatore maschio l’orgoglio di potersi sentire multitasking, almeno in campo affettivo.

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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