“Top Gun – Maverick”: un sequel che umanizza il mito e fa volare il pubblico

Tom Cruise riprende il ruolo di Pete “Maverick” Mitchell per un film nostalgico e intelligente

Un film di Joseph Kosinski. Con Tom Cruise, Miles Teller, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Glen Powell.
Azione, 131′. USA 2022

A sessant’anni Pete “Maverick” Mitchell è ancora un semplice officiale al servizio dell’aeronautica americana. Aveva tutto per diventare generale, ma lui se ne infischia delle stelle e dell’uniforme, preferisce essere un pilota collaudatore e superarsi a colpi di Mach. In ritiro in un hangar, tra ricordi gloriosi e riparazioni, è richiamato dai suoi superiori per addestrare una squadra che dovrà affrontare una missione ad alto rischio in territorio nemico: lo smantellamento di una base segreta di uranio. Tra i giovani allievi c’è Bradley Bradshaw, figlio di Goose, amico e copilota, morto accidentalmente anni primi durante un’esercitazione. La loro relazione fatica a decollare mentre i demoni tuonano come un F-14 e la missione incombe. Quella militare e quella formativa.

 

Trentasei anni dopo il film di Tony Scott, divenuto negli anni un cult della cultura pop, Tom Cruise torna a vestire i panni di Pete “Maverick” Mitchell in “Top Gun – Maverick”, un sequel ben costruito che vuole essere anche un tributo al passato.

Maverick è un pilota collaudatore di successo, ma non è mai stato promosso oltre il grado di capitano. Il suo vecchio rivale Iceman (Kilmer), ora ammiraglio, lo richiama alla base per addestrare una squadra di giovani piloti per una pericolosa missione. Tra questi c’è anche Bradley “Rooster” Bradshaw (Teller), figlio di Nick “Goose” Bradshaw, compianto amico e copilota di Pete.

Giocando sull’effetto nostalgia ma non tirandosi indietro davanti alla necessità di aggiungere qualcosa, “Top Gun – Maverick” recupera alcuni elementi che hanno reso il film del 1986 memorabile e ne inserisce di nuovi, in un equilibrio abbastanza insolito, per un sequel.

Il risultato finale è un film nostalgico ma intelligente, ben costruito, più umano del suo predecessore. “Top Gun” viene ricordato come una sorta di oggetto kitsch, un simbolo del patriottismo americano e degli eccessi degli anni ‘80. “Maverick” prende invece sul serio quella storia, conferendogli fascino e romanticismo.

Le sequenze d’azione aerea – non girate in CGI! – sono sbalorditive. Joseph Kosinski non avrà lo stile di Tony Scott ma è un tecnico formidabile e un regista attento. La fotografia e gli effetti visivi sono precisi; il montaggio propulsivo. E poi c’è la colonna sonora, affidata al trio Hans Zimmer, Harold Faltermeyer e Lady Gaga…

Superando di gran lunga l’originale, pur mantenendo una patina old style, “Top Gun – Maverick” funziona e riesce ad essere anche in linea con il suo protagonista, decisamente più maturo. Un’opera coinvolgente ed emozionante che farà certamente commuovere i fan del cult ma saprà anche intrattenere tutti gli altri. 

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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