“Tribes of Europa”: la risposta tedesca ad “Hunger Games”, riuscita a metà

Nella prima stagione della serie disponibile su Netflix viene messa soprattutto carne al fuoco

Una serie ideata da Philip Koch. Con Emilio Sakraya, Henriette Confurius, David Ali Rashed, Melika Foroutan, Oliver Masucci, Ana Ularu. Fantascienza, drammatico. Germania. 2021-in produzione

Nel 2074, trentacinque anni dopo il “Dicembre nero”, un evento improvviso che ha spento ogni strumento tecnologico e ha causato il fallimento dell’Unione Europea, gli Stati così come li conosciamo non esistono più. Al loro posto ci sono numerosi micro-stati in lotta per il domino sul continente. Al clan degli Origini appartengono i fratelli Liv, Kiano ed Elja, la cui vita cambierà quando entreranno in possesso di un misterioso cubo.

 

Se alla sinossi di “Tribes of Europa” aggiungessimo la minaccia dall’Oriente che sta per abbattersi sul continente, ci verrebbe solo da sperare che gli sceneggiatori non abbiano un talento visionario, oltre che creativo…

La serie tedesca disponibile su Netflix è visivamente bella, curata nella scenografia, maestosa nell’ambientazione ma purtroppo piuttosto povera a livello drammaturgico.

L’incipit è sicuramente potente, duro, spietato nel suo mostrare la brutalità e la ferocia dell’uomo “del futuro”, che privato di ogni tecnologia e comfort è costretto ad adattarsi di nuovo a un mondo selvaggio, compiendo una sorta di “ritorno alla origini”.

Sembra di avere davanti un mix tra una versione moderna del manga “Ken il guerriero” e una rielaborazione europea della saga di Hunger Games. Con, a livello estetico, chiari riferimenti a “Mad Max”.

“Tribes of Europa” mescola diversi generi e spunti: la distopia, la fantascienza, un uso estremo della violenza alla “I guerrieri della notte”, un certo machismo alla “300” e poi un elemento esoterico, quasi spirituale. Il risultato è un ibrido di difficile catalogazione, a cui manca un’identità precisa.

I sei episodi si lasciano guardare, ci sono alcuni passaggi di grande intensità, ma manca quel qualcosa in più che li renda indimenticabili.

Questa prima stagione sembra un lungo, articolato e per certi versi prolisso prologo di quello che, forse, vedremo in futuro. Gli sceneggiatori hanno voluto lanciare vari input, senza però approfondirne nessuno, trasmettendo un senso di vaghezza più che di mistero.

Tutti i protagonisti di questa nuova saga, anche se per motivi diversi, bramano di sapere quali siano state le cause del blackout che ha messo in ginocchio il mondo. Chi o cosa ha scatenato il “Dicembre nero”?

Il giovane cast, sicuramente talentuoso, risulta ancora troppo acerbo e fatica nel reggere il peso dello show. Viene comunque salvato dalla convincente performance dei villain femminili, in particolar modo della bella quanto feroce Melika Foroutan che interpreta Lord Varvara.

“Tribes of Europa” è un esperimento riuscito a metà, con più ombre che luci, almeno per adesso. Non ci sentiamo comunque di bocciarlo, piuttosto di rimandarlo a settembre, perché una seconda stagione ha la possibilità di risolvere le criticità viste finora e di elevare la serie sotto ogni aspetto.

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