“Troppa grazia”: buon tentativo di commedia indie in salsa italiana

Il film di Gianni Zanasi con Alba Rohrwacher è brillante, godibile e irriverente nella sua critica sociale

Un film di Gianni Zanasi. Con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Hadas Yaron, Giuseppe Battiston, Carlotta Natoli, Thomas Trabacchi. Commedia, 110′. Italia, Spagna, Grecia, 2018

Lucia è una geometra specializzata in rilevamenti catastali, nota per la pignoleria con cui insiste nel “fare le cose per bene”. La sua vita, però, è tutto fuorché precisa: a 18 anni ha avuto una figlia, Rosa, da un amore passeggero; ha appena chiuso una relazione pluriennale con Arturo; il suo lavoro precario non basta ad arrivare a fine mese. Approfittando della sua vulnerabilità economica, Paolo, il sindaco del paese, le affida il compito di effettuare un rilevamento su un terreno dove un imprenditore vuole costruire un impero immobiliare. Ma su quel terreno incombe un problema che Lucia individua immediatamente, anche se non ne vede con chiarezza i contorni. Paolo invece le chiede di “chiudere un occhio”.

 

Troppa grazia… dover scrivere come il nuovo film di Gianni Zanasi sia sì una pellicola brillante, godibile e irriverente sulle contraddizioni e i limiti della nostra società, e anche abbastanza politically incorrect quando si tratta di fede, ma decisamente più adatto a un pubblico straniero che italiano.

La mia sensazione è stata confermata sentendo la calorosa accoglienza ricevuta dalla pellicola ieri, alla serata di chiusura della sezione Quinzaine a Cannes. Peccato, però, che questa uscirà nei cinema italiani, e per imporsi al botteghino di grazie ne servirà una bella grossa.

Troppa grazia… dover sottolineare come anche stavolta Zanasi e gli altri tre sceneggiatori, pur dando prova di creatività, non siano stati capaci di mettersi un freno l’un l’altro, finendo così per scrivere una sceneggiatura densa di spunti, personaggi e situazioni che però risultano solo abbozzati nella messa in scena.

Troppa grazia… tentare di costruire una commedia che riprende il genere indie americano, utilizzando però uno stile e un linguaggio decisamente nostrani. Il risultato è un film che risulta frizzante e coinvolgente solo a tratti.

Davvero troppa grazia… scoprire come l’apparentemente seria Alba Rohrwacher abbia anche una vis comica dirompente nelle sue corde. L’attrice domina la scena, nel ruolo della scrupolosa geometra vittima – è il caso di dirlo – di un’apparizione mariana alquanto bizzarra (menzione anche per Hadas Yaron nel ruolo di Maria).

Troppa grazia… tirarla troppo per le lunghe. Il film non è male, ma il suo successo al box office è imprevedibile. Confidiamo in un’apparizione per sapere come andrà.

 

Il biglietto da acquistare per “Troppa grazia” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

 

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