“Un amore così grande”: storia d’amore, di musica e successo

L'esordio alla regia di Cristian De Mattheis punta soprattutto il pubblico giovane

di Massimo Vozza

 

Un film di Cristian De Mattheis. Con Giuseppe Maggio, Francesca Loy, Franco Castellano, Eleonora Brown, Fioretta Mari. Commedia, 106′. Italia 2018

Vladimir è un ragazzo italorusso cresciuto a San Pietroburgo con la madre, un’ex cantante lirica italiana che soffriva di cuore, abbandonata dal compagno dopo la nascita del figlio. Quando la donna muore affida a Vladimir una missione: trovare suo padre, un liutaio, una sorta di novello Stradivari. Vladimir giunge a Verona e prende alloggio presso un modesto bed and breakfast. Un gruppo di musicisti di strada lo sente cantare e gli chiede di unirsi a loro. Il ragazzo è infatti un tenore autodidatta di grande talento, di cui non tarderanno ad accorgersi anche un impresario musicale e una patrona delle arti che condivide con Vladimir non solo l’amore per la musica ma anche un grande dolore segreto.

 

La tradizione italiana dell’opera lirica e la tragedia shakespeariana s’incontrano nella Verona di oggi nel film “Un amore così grande” di Cristian De Mattheis con l’obiettivo di conquistare un pubblico più ampio possibile – vedi la scelta di scritturare i tre componenti de Il Volo – piuttosto che di indagare a fondo cosa voglia dire avere una passione, amorosa e/o musicale, e lottare per realizzarla.

La storia del protagonista Vladimir percorre due binari che s’intrecciano: quello amoroso e quello musicale. Il primo viene affrontato in modo superficiale, con un sentimento che sembra crescere a velocità impossibile fino ai prevedibili intoppi e all’altrettanto prevedibile lieto fine.

Il secondo, invece, risulta ostacolato da cause poco credibili. Nonostante la vita difficile, il protagonista diventa un privilegiato grazie al talento innato e alla fortuna, e se non deve fare molto per emergere – il mondo sembra pronto a spianargli la strada del successo – è lui stesso il principale antagonista di se stesso.

La regia dell’esordiente Cristian De Mattheis è di taglio prettamente televisivo – non a caso nel suo curriculum vanta fino ad oggi serie e film per la tv e spot pubblicitari – e non mostra particolari guizzi creativi.

La recitazione di Giuseppe Maggio ricorda quella del giovane Riccardo Scamarcio nei film di Federico Moccia (“3 metri sopra il cielo”, “Come tu mi vuoi”), e mal si sposa con le scene canore di brani d’opera, dove il playback è eccessivamente evidente.

La sua controparte femminile, Francesca Loy, all’esordio assoluto rende il minimo indispensabile nel ruolo di Veronica. I ragazzi de Il Volo, non eccessivamente presenti, se la cavano nell’interpretare loro stessi, mentre degna di nota è Fioretta Mari, irriconoscibile ma credibile nel ruolo di una nonna.

Cosa dire in sintesi di “Un amore così grande”? Forse l’obiettivo di avvicinare il pubblico giovane alla musica lirica, eccellenza italiana poco apprezzata dai teenager, è stato centrato. Peccato non si sia riusciti a farlo con un buon film.

 

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