Un brindisi per le feste: cose da sapere per scegliere lo spumante perfetto

di Federica Zanoni (Kikka)

 

Tempo di Natale, tempo di pranzi, cene e tavole imbandite. Lo scorso anno, in questo periodo, abbiamo affrontato il goloso tema dei dolci tradizionali (qui potete trovare il post, per rinfrescarvi la memoria).

Personalmente sono un’amante delle produzioni dolciarie tedesche e per le feste mi diverto sempre a sperimentare con le ricette, preparando soprattutto dolci per la colazione, il mio pasto preferito.

Ma se per Natale e Capodanno i menù sono ricchi di portate e prelibatezze, anche le bevande rivestono un ruolo di tutto rispetto. Voi cosa scegliete solitamente per brindare? Conoscete i vari tipi di bollicine che il mercato offre e le distinzioni tra questo e quello?  Nell’ultimo pezzo dedicato al benessere prima del 25 dicembre parliamo proprio di questo.

spumante, panettone

Iniziamo con una notazione curiosa, che forse non tutti conoscono. Recita il Galateo che i flûte e i bicchieri da champagne non andrebbero mai sbattuti gli uni contro gli altri, ma solo avvicinati senza toccarsi, mentre si guarda negli occhi l’altra persona.

I cultori delle bollicine danno molta importanza alla produzione della bevanda, riconoscendo la supremazia del metodo classico detto “tradizionale” o “ex Champenois”, rispetto a quello messo a punto da Federico Martinotti e noto come “Charmat”.

Vi state chiedendo quale sia la differenza tra i due? Ebbene sta tutta nel contenitore in cui avviene la fermentazione o rifermentazione che trasforma il vino base in spumante.

Nel metodo classico questa operazione avviene nelle bottiglie, e si tratta di un processo lento, durante il quale gli zuccheri aggiunti si trasformano in alcol etilico e in anidride carbonica. Più è lenta la fermentazione più le bollicine si presenteranno fini e numerose.

Nel metodo Charmat, invece, la rifermentazione non avviene in bottiglia ma nelle autoclavi. In questi grossi recipienti i lieviti vengono a contatto con gli zuccheri provocando la rifermentazione e quindi lo sviluppo delle bollicine.

Gli spumanti andrebbero conservati al buio, a un temperatura costante compresa tra i 10 e i 14 °C, in posizione orizzontale. Se prima di servire si vuole mettere la bottiglia in frigo, questo va fatto almeno un’ora prima dell’uso.

Per quello che riguarda i bicchieri da utilizzare, gli spumanti secchi vanno serviti in flûte che permettano alle bollicine (anche dette perlage) di risalire verso l’alto, mentre per quelli dolci è meglio una coppa.

Anche in questo settore, un occhio di riguardo andrebbe sempre dato alla provenienza geografica del prodotto. Se è innegabile che alcuni marchi di pregio sono famosi a livello globale, quindi farsi tentare non è un peccato, esistono anche molti piccoli e medi produttori locali che offrono ottimi vini. Non potranno permettersi campagne pubblicitarie milionarie, ma perché non provare un prodotto di nicchia, per il brindisi di Capodanno?

Buone feste a tutti!