Un libro mille usi, parola di bambino

di Barbara Pastorelli

 

I bambini, come molti di noi sapranno bene, sono creature intelligenti, soprattutto quando vengono alle prese con oggetti nuovi. Vedono una tazza e immaginano si tratti di un cappello. Afferrano una cannuccia e ci dicono che è un clarinetto! E allora, la domanda che ci facciamo è: cosa penseranno nel momento in cui si troveranno davanti a un libro?

Per capire le loro reazioni è stato eseguito un piccolo esperimento. Sono stati scelti due bambini e sono stati messi in una stanza, seduti per terra; accanto a loro sono stati collocati alcuni libri e si è iniziato a osservare attentamente i loro comportamenti.

Ecco cosa può diventare un libro, nelle mani di qualcuno dotato di fantasia (il pezzo ne riprende uno uscito su Bookriot).

 

I libri possono essere cappelli

Secondo i due bambini scelti per l’indagine, tutti i libri, non importa la loro dimensione, possono essere indossati come cappelli. Il problema è che la maggior parte di questi, una volta messi in testa, non restano in equilibrio molto a lungo, soprattutto quando ci si muove in continuazione (e sappiamo bene che i bambini non si fermano mai, sono instancabili). I libri di piccole dimensioni, tipo i tascabili, hanno migliori possibilità di rimanere in equilibrio, mentre quelli più grandi tendono inevitabilmente a scivolare giù, e urtare il naso, le gambe, i piedini provocando così lamenti e tante lacrime.

I libri sono meravigliosi cuscini o tappeti su cui sdraiarsi

Perché utilizzare il vecchio tappeto grigio e noioso del salone quando si può stare comodamente sdraiati su un libro? Collocando il tappeto di casa vicino alla finestra esposta al sole e mettendo accanto a questo un libro, si è notato che i bambini hanno scelto di sdraiarsi sul secondo, senza curarsi del sole caldo che illuminava il tappeto e tanto meno della durezza del libro, così come farebbe un gatto o un cagnolino.

I libri sono meglio dei blocchi per le costruzioni

Non importa di che tipo di costruzioni si tratti: i bambini, non appena vedranno più libri sparsi a terra proveranno a usarli come mattoncini Lego. I libri, poi, si impilano con facilità ed è divertente (sempre secondo i partecipanti a questo studio) quando, messi per bene uno sull’altro, vengono improvvisamente rovesciati, perché producono rumore cadendo.

I libri sono palle e proiettili favolosi

Ebbene sì, dall’indagine condotta è emerso che i bambini, appena preso in mano un libro, hanno l’istinto di lanciarlo lontano, quasi come fosse una palla o un proiettile, e, dopo un paio di tiri liberi, riescono anche a prevederne la traiettoria. Un libro, però, è anche pieno di sorprese. Dopo un lancio, può colpire una pianta, buttandola a terra, oppure urtare la parete della stanza e tutto questo provoca divertimento e contentezza tra i bambini.

I libri sono più comodi delle sedie

Dallo studio condotto è emerso come i bambini, notando i libri sparsi a terra, si precipitino verso di loro e prendendoli tra le mani, li posizionino in punti diversi della stanza per poi sedervici sopra, trovandoli decisamente più comodi di sofà, divani e poltrone.

I libri sono fatti per decorare

Un’altra prova che è stata eseguita è quella di collocare due grandi librerie, riempite con centinaia di libri, in camera dei bambini. Una volta lasciati soli nella stanza, i piccoli, dopo una prima esplorazione degli scaffali, si avvicinano ai libri con curiosità ed entusiasmo, e, scegliendo quelli dai colori più accesi, iniziano a toglierli uno a uno dalle mensole e li sistemano a terra. Una volta scelti gli oggetti più belli (secondo loro) si posizionano lì davanti, li accarezzano, iniziano poi a sfogliare velocemente le pagine finendo, in molti casi, anche a strapparle. Dopodiché passano a un altro libro.

I libri sono scalini su cui saltare

Lasciando alcuni libri sparsi nella stanza si è notato come i bambini siano attratti da questi e, dopo averli osservati a lungo, ne scelgono uno e ci salgono sopra. A seconda delle dimensioni del libro può così accadere che, se troppo piccolo, scivola via da sotto i piedi lasciando delusi i bambini che non possono saltellare come desiderano, altrimenti, se è grande e robusto, finisce inevitabilmente deformato (se non addirittura scollato dalle pagine), dopo aver subito ripetuti colpi.