Un mito che non conosce crisi: il Moulin Rouge tra teatro, arte e cinema

Moulin Rouge, can-can

Il 26 e il 27 settembre New York è stata invasa dal can-can più famoso al mondo. Per la prima volta in 126 anni, lo spettacolo del Moulin Rouge, il locale situato nel quartiere a luci rosse di Pigalle, vicino a Montmartre, a Parigi, è sbarcato a Times Square, per regalare al pubblico un’esperienza dal vivo dello show, considerato un vero e proprio pezzo di storia francese.

Ma qual è la storia del Moulin Rouge? Il locale a forma di mulino a vento nasce nel 1889, per iniziativa di Joseph Oller e Charles Ziller. A pochi anni dalla guerra del 1870, diventa simbolo di leggerezza e spensieratezza, con le sue ragazze tutte piume, strass e pailettes.

A rendere immortale il locale è soprattutto uno spettacolo, il can-can. Le origini di questo ballo sono incerte; molto probabilmente deriva dal “galop” della quadriglia. Alcuni sostengono invece che abbia origini popolari, più precisamente dall’usanza delle lavandaie di Montmartre di mostrare, ogni domenica, le gonne per le strade del quartiere.

Le ballerine sul palco, schierate una di fianco all’altra, a tempo di musica alzano ritmicamente le gambe; così facendo si scoprono parzialmente, facendo vedere le lunghe e ampie gonne e sottogonne, tipiche dell’epoca.

Con la diffusione del cinema, sul finire degli anni ’30, il Moulin Rouge sembra perdere parte della sua attrattiva, ma si tratta solo di un periodo. Nel secondo dopoguerra, infatti, astri nascenti della canzone francese come Edith Piaf contribuiscono ad accrescerne di nuovo la notorietà.

Ancora oggi il Moulin Rouge è un’attrazione imperdibile per milioni di turisti di passaggio nella capitale francese, grazie anche a intrattenimenti e spettacoli che animano le vie del quartiere.

La leggenda del luogo, però, non si ferma qui. A diffondere la fama di status simbolo hanno contribuito gli artisti: nel corso dei secoli i pittori lo hanno dipinti, gli scrittori ne hanno parlato nei loro libri, i registi vi hanno ambientato pellicole indimenticabili.

Soprattutto la settimana arte ha saputo rendere onore allo sbrilluccicante mondo del cabaret parigino. Il Moulin Rouge è comparso, in ordine cronologico, nei film di Ewald Andrè Dupont (1928), Andrè Hugon (1939), Yves Mirande (1941), John Huston (1952) e per finire di Baz Luhrmann (2001).

Il musical di inizio XXI secolo, con Nicole Kidman nel ruolo della ballerina Satine e Ewan McGregor in quello dello scrittore squattrinato Christian, ha portato ancora una volta alla ribalta il fascino in chiaro-scuro di uno dei simboli di Parigi per eccellenza.


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