“Un po’ di follia in primavera”: momento della svolta per Alice Allevi?

La specializzanda pasticciona è prossima alla tesi, tra vecchi problemi sentimentali e nuovi dubbi

È più forte di me: non sono un’appassionata del personaggio di Alice Allevi, la specializzanda in medicina legale protagonista della serie di libri di Alessia Gazzola e da qualche settimana anche di una serie tv su Rai 1 con Alessandra Mastronardi, né tanto meno dello stile dell’autrice, eppure quando esce un nuovo capitolo capita che finisca per leggerlo. Perché sono storie tutto sommato leggere, godibili, a loro modo divertenti. Non dei capolavori, ma che fanno passare bene il tempo.

Mi sono persa almeno un paio dei capitoli precedenti – “Le ossa della principessa” e “Una lunga estate crudele” – ma in ogni caso non ho avuto problemi a riprendere le fila della storia e calarmi ancora una volta al fianco di Alice, nella sua vita leggermente incasinata da trentenne di oggi. Questo può essere considerato uno dei pregi di questi romanzi: puoi perderne uno, o anche più di uno, e in ogni caso non avrai problemi a rimetterti in linea con la trama.

In sintesi non è successo praticamente niente da quando ho lasciato Alice in “Un segreto non è per sempre” (qui la recensione). È ancora una specializzanda, anche se prossima alla tesi e quindi alla fine del percorso universitario; vive ancora a Roma, anche se ha cambiato coinquilina e quindi suppongo che la giapponese Yukino sia tornata a casa; unisce ancora al lavoro svogliato come medico legale quello di assistente non ufficiale del commissario di polizia.

La sua vita sentimentale sembra essersi leggermente assestata al fianco del giornalista Arthur Malcomess, che ha rinunciato alla vita da reporter errante per una posizione più stabile in Italia, ma i suoi sentimenti per il collega Claudio Conforti restano ambigui, tutt’altro che sopiti e pacificati. Insomma, tutto come prima!

Ancora una volta Alice si farà coinvolgere da un’indagine per omicidio, mettendo le sue capacità – più quelle empatiche e deduttive che quelle mediche, va detto – al servizio della giustizia e della polizia e finendo per dare una mano alla risoluzione del caso.

Come ho detto trovo questi romanzi per molti versi banali, con trame lineari che non regalano mai grandissimi colpi di scena. Eppure questo contribuisce a renderli piacevoli, prevedibili, rassicuranti. I libri della Gazzola sono una garanzia. Se hai bisogno di una lettura leggera per riprenderti dopo giornate intense, di un personaggio che non delude e nemmeno regala brutte sorprese, a differenza della vita vera… ecco, questa serie è perfetta!

Alice Allevi stessa è una garanzia, perché cresce in età ma non cambia di una virgola. Non ci mette di fronte ai nostri limiti di essere umani come fanno altri personaggi, ma anzi, ci fa sempre sentire maturi e tutto sommato normali con il suo essere infantile, emozionalmente instabile, avventata. Alice si comporta come poche donne della sua età farebbero, e questo ci piace. Perché alla fine si tratta sempre di narrativa, e un pizzico di improbabile non guasta.

Alla fine il caso viene risolto, la vita dell’allieva fa qualche passo avanti e al contempo anche qualche passo indietro – per non sbagliare e non procedere troppo. Possiamo scommettere quasi senza paura di sbagliare che tra un anno, mese più mese meno, la ritroveremo ancora qui, alle prese con un concorso per restare studentessa ancora un po’ e non lasciare l’università, con sentimenti non ancora pacificati verso Conforti, con una Roma caotica e avvolgente. Tutto come sempre. Rassicurante.

 

SCONSIGLIATO. PUNTO DI DOMANDA. . CONSIGLIATO. IMPERDIBILE