“Uncharted”: un’avventura action credibile ma non indimenticabile

Tom Holland avventuriero alla ricerca di un tesoro leggendario, in un film a cui manca brio

Un film di Ruben Fleischer. Con Tom Holland, Mark Wahlberg, Sophia Ally, Tati Gabrielle, Antonio Banderas. Avventura, 116′. USA 2022

Fin dalla più tenera età, l’orfano Nathan Drake ha coltivato il sogno di girare il mondo e vivere avventure fantastiche in cerca di tesori nascosti insieme al fratello maggiore Sam. Dopo essere finiti nei guai nel tentativo di rubare la più antica mappa del mondo conosciuto, disegnata dopo la spedizione di Magellano, Sam si dà alla macchia e lascia Nate solo e smarrito. Quindici anni dopo Nate, diventato un barman, è avvicinato da Sully, misterioso avventuriero e amico di Sam, che lo convince a partire in una missione folle e spericolata: recuperare il tesoro perduto di Magellano. Sulle tracce della leggendaria refurtiva, però, c’è anche Santiago Moncada, miliardario senza scrupoli e discendente della famiglia spagnola che finanziò il viaggio dell’esploratore nel XVI secolo.

 

Basato sulla popolare serie di videogiochi per PlayStation “Naughty Dog”, “Uncharted” adatta un materiale che si presta in buona parte bene al grande schermo, unendo a una storia in stile “Indiana Jones” un pizzico di “James Bond” e un tocco di “La mummia” di Brendan Fraser.

Tom Holland interpreta Nathan Drake, un orfano ossessionato dagli esploratori del XVI secolo. Barista e borseggiatore, vive grandi avventure solo attraverso le cartoline che suo fratello Sam (Pankow), fuggito quando lui era piccolo per evitare di essere arrestato, gli spedisce.

Quando viene contattato da Victor “Sully” Sullivan (Wahlberg), un cacciatore di fortune alla ricerca del tesoro perduto da Magellano durante la sua esplorazione e circumnavigazione del globo, Nathan ha l’occasione di vivere una grande avventura in prima persona. Ma non è il solo sulle tracce della leggendaria refurtiva. 

“Uncharted” è un film spettacolare e leggero, che non tenta di portare sul grande schermo ogni aspetto del videogame né di replicare le sensazioni che si provano giocandoci. Si “accontenta” di raccontare una storia d’azione e avventura, e lo fa bene.

Il regista Ruben Fleischer attinge da una lunga tradizione di film d’avventura – “I predatori dell’arca perduta”, “Il mistero dei templari”, “Jumanji” per citare qualche titolo -, camuffando però bene queste influenze e producendo alcune delle sequenze action più assurdamente divertenti e sensazionali viste da tempo.

Lo slancio visivo è assicurato da una fotografia brillante e colorata in linea con l’avventura che stiamo vivendo. A mancare, invece, è un po’ di brio, almeno nella prima parte della sceneggiatura, e una certa coerenza tra tutte le – buone – parti. 

Il duo Holland/ Wahlberg non sempre funziona a dovere e si sente anche la mancanza di un villain davvero convincente – né Antonio Banderas nel ruolo del milionario senza scrupoli Moncada né Tati Gabrielle in quello del mercenario Braddock riescono a prendersi la scena. Va meglio con il personaggio di Chloe (interpretata da Sophia Ali) la collega/nemica cacciatrice di tesori di Nate e Sully.

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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