“Underwater”: un thriller-horror nelle profondità dell’oceano

Kristen Stewart e Vincent Cassel in un film che aggiunge ben poco al genere e non brilla

di Davide Travaglini

 

Un film di William Eubank. Con Kristen Stewart, Vincent Cassel, Jessica Henwick, John Gallagher Jr., Mamoudou Athie. Azione, 95′. USA 2020

In fondo all’oceano un gruppo di scienziati sopravvive all’esplosione di una base sperimentale di perforazione. Insieme provano a raggiungere una piattaforma dismessa fornita di capsule “di salvataggio”. A guidarli un capitano (coraggioso) e Norah, ingegnere a cui il mare ha già strappato il cuore. Chiuso nel proprio scafandro il team avanza verso l’obiettivo ma si accorge presto di non essere solo, un’armata di mostri marini infestano gli abissi. Nascosto nell’ombra, il nemico è un enigma vischioso che non tarderà a rivelarsi.

 

Leggendo la trama di “Underwater” è difficile non avere la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di già visto. Un gruppo di persone, una situazione per niente rassicurante, una misteriosa minaccia esterna. Se “Alien sott’acqua” è il vostro primo pensiero, avete ragione. Se vi aspettate un film ugualmente coinvolgente, ho una brutta notizia per voi…

A dirigere questo thriller-horror è William Eubank, già autore dell’acclamato “The signal”, che fin da subito si dimostra abile nella costruzione della tensione e nella sua conseguente rottura. Nulla di nuovo, se si considerano i pilastri del genere, ma è innegabile una sua certa familiarità con quest’ultimo.

Molto buone le intense sequenze d’azione, ma Eubank sa anche quando indugiare sull’espressione vulnerabile ma risoluta della Stewart. La sua interpretazione, seppure molto valida, non riesce però a rimediare alla scarsa caratterizzazione del suo personaggio.

È proprio in questo che “Underwater” non convince. I personaggi sono privi di una rappresentazione che vada più in profondità dei classici cliché – il comandante coraggioso ma enigmatico, la studentessa ingenua ed emotiva, il buffone goffo ma di buon cuore. Ciò impedisce allo spettatore di immedesimarsi completamente nella vicenda e di appassionarsi a chi la sta vivendo, togliendo pathos e trasporto emotivo.

La sceneggiatura, inoltre, non offre soluzioni originali o spunti di riflessione interessanti, riducendo così un promettente film di genere a uno dei tanti survival movie con mostri. “Underwater” è esattamente un “Alien sott’acqua” che sarebbe dovuto andare più a fondo, non nella trivellazione marina ma nella costruzione e introspezione dei suoi personaggi.

 

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