“WandaVision”: non si gioca più. Commento sul finale di serie

La consacrazione di Wanda Maximoff come Scarlet Witch e le tante porte aperte dal finale

Ed eccoci arrivati a commentare, dopo un percorso durato un mese e mezzo, il finale di “WandaVision”, la prima serie originale prodotta dai Marvel Studios per Disney+.

Nel pezzo non mancheranno spoiler sulla mini-serie e sul suo ultimo episodio in modo particolare, quindi in caso non vogliate rovinarvi la sorpresa vi consigliamo di evitare la lettura. Uomo avvisato…

Possiamo dire che “Finale di serie” – questo il titolo del nono episodio di “WandaVision” –, con il suo incredibile crescendo, letteralmente strega. Perdonate il gioco di parole, ma dopo la consacrazione di Wanda Maximoff come Scarlet Witch – il personaggio dei fumetti originale – e la battaglia tra streghe che l’ha vista contrapposta ad Agatha Harkness… non c’è modo di dire migliore per iniziare la nostra analisi della serie.

 

PRIMA DEL FINALE, NELLE PUNTATE PRECEDENTI…

I primi episodi della mini-serie erano costruiti con uno stile da sitcom americana, rivisitando successi dagli anni ’50 ai giorni nostri. Nel proseguo capiamo il motivo di questo format. Wanda ha creato una realtà alternativa dove far rivivere il suo amore Visione – morto nel film “Avengers: Infinity War” – e crearsi con lui una famiglia felice sullo stampo delle serie che vedeva da piccola.

Per mano di Agatha, l’episodio 8 (Negli episodi precedenti) ripercorre il passato di Wanda, attraverso i momenti più traumatici della sua vita: la bomba Stark che ha ucciso i suoi genitori e ha risvegliato i suoi poteri da mutante; l’amplificazione di essi dopo l’esperimento con la Gemma della mente; il primo avvicinamento con Visione e la scoperta della sua perdita dopo lo schiocco di Hulk e il ritorno degli scomparsi.

Infine, Wanda si reca a Westview, dove Visione le aveva comprato un terreno dove “poter invecchiare insieme” e il suo dolore risveglia un potere incredibile che ingabbia tutta la cittadina nella sua nuova realtà. Un potere che richiama la villain Agatha, capace di assorbire i poteri delle altre streghe e incuriosita dalla vera natura di Wanda. Ed eccoci arrivati alla sua incoronazione come Scarlet Witch, una leggenda che viene forgiata, capace di sfruttare la magia del Caos.

 

“FINALE DI SERIE”

Kathryn Hahn è Agatha Harkness in “WandaVision”, episodio 9

Dopo un brillante scacco matto ad Agatha, realizzato usando uno dei suoi incantesimi contro di lei, Wanda ne assorbe i poteri e si trasforma in Scarlet Witch. “Non conosco i miei poteri, ma li conoscerò” dice alla rivale, prima di imprigionarla per sempre nel ruolo di vicina impicciona. “Se dovessi avere ancora bisogno di te, so dove trovarti” le dice Wanda, lasciando aperta la possibilità di rivedere Kathryn Hahn in progetti futuri.

Ma adesso la giovane Avenger deve compiere una dura scelta: i suoi desideri (per quanto oscuri ed egoisti) oppure il bene degli altri. Quindi la famiglia creata dalla sua mente oppure la dura realtà, dove questa famiglia non esiste. Ed è scegliendo la seconda opzione che Wanda si conferma ancora una volta come eroina, nonostante il dramma che da sempre caratterizza la sua vita.

Paul Bettany è Visione in “WandaVision”, episodio 9

La giovane rinuncia ai suoi amori – ancora una volta – e affronta la perdita. In effetti, tutta la serie ha come sotto-trama la difficoltà per Wanda di affrontare la morte dei suoi cari, ma è solo dopo averlo fatto, attraversando anche una fase di profonda depressione e trovando in Agatha una sorta di guida terapeutica, che si guadagna la libertà di vivere fino in fondo la sua identità.

Il suo vero Io, per quanto pericoloso, adesso è libero e la scena finale post-credit ne decreta la massima – per ora – potenza: Wanda padroneggia il piano astrale proprio come Doctor Strange – la stessa Agatha aveva detto che Scarlet Witch è più potente del Mago Supremo (Strange, appunto).

 

QUESTA NON È LA FINE

Inaspettatamente, nonostante il titolo dell’episodio, le scene post-credit aprono moltissime porte. Monica Rambeau riceve la visita da una Skrull e un invito da un’amica della “mamma su tra le stelle” – chiaro riferimento a Captain Marvel. James Whoo lo rivedremo sicuramente in “Antman III”.

Infine, l’ultimissima scena, per quanto inquietante, mostra Wanda che studia il Darkhold – il libro dei dannati che in “Doctor Strange” era dato per perso – nel piano astrale… dove suo figlio Tommy si mette in contatto con lei. Ricordiamoci che vedremo Scarlet Witch in “Doctor Strange in the Multiverse of Madness”, ma chissà che la sua storia non prosegua anche altrove. 

Con questa mini-serie la Marvel consacra l’Universo espanso che finora solo la Lucasfilm nella saga di Star Wars era riuscita a padroneggiare. Adesso le serie sono canon, e i fan possono gioire perché, dopo due anni di pausa, si tornano a tirare le fila.

Al cinema aspettiamo l’uscita del tanto atteso “Black Widow”. Intanto il 19 marzo arriva su Disney+ “The Falcon & The Winter Soldier”. Rimanete connessi – o per dirla come “WandaVision”, please stand by.

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Classe 1996, marchigiana d’origine, studia comunicazione a Roma e ha trovato il modo di coniugare la passione per il cinema e quella per la scrittura... Come? Scrivendo sul e per il cinema dal 2015. Ha all'attivo diverse esperienze sul set, con registi del calibro di Matteo Garrone, e sogna un giorno di veder realizzato il suo film.

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