“Widows – Eredità criminale”: un thriller che tiene col fiato sospeso

Il film di Steve McQueen è il perfetto esempio di come un adattamento possa essere riuscito

Viola Davis in una scena del film "Widows - Eredità criminale"

Un film di Steve McQueen. Con Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Cynthia Erivo, Colin Farrell. Thriller, 128’. Gran Bretagna 2018

Veronica Rawlins è sposata a Harry e con lui ha ancora una relazione appassionata e sensuale, ma Harry muore durante un colpo, perpetrato ai danni del gangster nero Jamal Manning, che sta cercando di entrare in politica. Jamal vuole soffiare il distretto di Chicago dove vive alla famiglia Mulligan, la quale lo controlla da sempre ma candida il meno esperto Jack dopo che alcune accuse e l’età hanno reso impresentabile il suo oppressivo padre Tom. Il colpo di Harry finisce non solo in una strage in cui muore tutta la sua banda, ma pure in un incendio che brucia il denaro, tanto che Jamal decide di chiedere un risarcimento a Veronica, cui il marito ha lasciato una bella auto e un lussuoso loft… oltre che una cassetta di sicurezza in cui è nascosto il suo quaderno degli appunti su un prossimo colpo. Veronica decide di realizzare quella rapina e cerca di convincere le altre vedove della banda, Linda Perelli e Alice Gunner, a essere sue complici.

 

Nonostante molti colleghi, appena usciti dalla sala, non abbiano fatto altro che criticare questo ultimo lavoro di Steve McQueen, “Widows – Eredità criminale” è in realtà un thriller che fa molto bene il suo dovere: sorprendere e tenere sulle spine il pubblico fino alla fine.

Tratto dall’omonimo romanzo di Lynda LaPlante, il film è il perfetto esempio di come, nelle mani giuste, un adattamento possa essere trasformato in un lavoro di tutto rispetto. Dietro alla buona performance degli attori chiamati in causa – da Liam Neeson a Colin Farrell, da Viola Davis a Michelle Rodriguez – si vede il grande lavoro sui personaggi portato avanti dagli sceneggiatori.

Non solo, la regia risulta essere anche abile nel mantenere segreto e imprevedibile ogni piccolo colpo di scena che la storia riserva. Questo è sicuramente apprezzabile dato che, quando si va a vedere un thriller, non è mai bello sapere come andrà a finire dopo mezz’ora (una piaga che, ahimè, affligge troppi film negli ultimi tempi).

Tuttavia, una pecca che non si può tralasciare è la fotografia un po’ troppo piatta e noiosa, che rovina a tratti uno stile narrativo che fa il suo lavoro in tutto e per tutto, e lo fa anche bene.

Per quanto riguarda la presenza di un gruppo di donne come protagoniste, in un’epoca di rifacimenti tragicomici come “Ocean’s Thirteen” o “Ghostbuster” che si avvalgono del “woman power” per vendere qualche biglietto in più, “Widows” è certamente un’alternativa più che valida al banale e allo scontato a cui ci ha abituato Hollywood.

I personaggi femminili sono realistici, sono donne ritratte nella loro individualità e che riempiono la scena senza mai saturarla. Non sentono il bisogno di farci ridere a crepapelle, ma ci diverte sicuramente l’ironia un po’ cupa del loro modo di vivere la vedovanza.

 

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