“Allontanarsi”: recensione del romanzo di Elizabeth Jane Howard

Nel quarto volume della saga dei Cazalet, edito da Fazi, la vita dopo la seconda guerra mondiale

Dopo anni di conflitto, di morti e di orrori, la guerra è finalmente finita. Allontanarsi, quarto e penultimo volume dell’appassionante saga dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard, edito da Fazi nel 2017, si apre all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale, quando la vita sta tornando alla normalità.

Molte cose sono cambiate nel corso degli anni, e altre cambieranno in quelli successivi. Le vite dei Cazalet, che si erano assestate in una sorta di equilibrio, vengono scosse anche dalla pace. Uno dopo l’altro i membri della famiglia, dalla residenza del Sussex, tornano alla quotidianità londinese.

Dei quattro figli di William e Kitty, del Generale e della Duchessa, Edward è quello che si trova di fronte al bivio più cruciale. I compartimenti stagni in cui ha tenuto finora separate le due “due vite” non reggono più. Costretto a una scelta, dopo aver sistemato Villy decide iniziare un nuovo capitolo insieme all’amante storica Diana, dalla quale ha avuto anche una figlia.

Hugh, dopo oltre tre anni, sente ancora il vuoto lasciato dalla scomparsa dell’amata moglie Sybil e con i figli ormai grandi si trova smarrito in quella che era stata la loro casa. Rupert, disperso in Francia e creduto morto per molto tempo, è tornato in Inghilterra, ma recuperare le cose con Zoe e la piccola Juliet non è facile. Rachel continua come sempre a occuparsi di tutti, continuando a trascurare l’amata compagna Sid.

I giovani Cazalet, ormai adulti, hanno trovato ciascuno la propria strada. Louise si trascina stancamente nel suo matrimonio con il ritrattista Michael, che non accenna a riprendersi neanche grazie al soggiorno newyorkese. Teddy, partito per l’addestramento militare in Arizona, torna dal “nuovo mondo” con una moglie, Bernardine, che pensava col matrimonio di sistemarsi. E poi ci sono Polly e Clary, che dividono un appartamento a Londra…

In “Allontanarsi“, più che nel precedente “Confusione” (qui la recensione), emerge con forza il grande cambiamento che la guerra ha portato nei costumi dell’epoca e soprattutto nel ruolo della donna. Questo emerge con ancora maggiore chiarezza se si pensa al mondo immortalato in “Gli anni della leggerezza”, ambientato meno di un decennio prima.

Ancora una volta la Howard ci rimanda ritratti completi e complessi dei suoi tanti personaggi, non lesinando mai sui particolari e sulle molteplici sfaccettature e sfumature di ciascuno, che sono poi ciò che li rende tanto realistici e vivi.

 

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