“Annabelle 3”: l’universo della serie si amplia, con anche un tocco di ironia

Gary Dauberman dirige il terzo spinoff della serie horror dedicato alla bambola posseduta

Un film di Gary Dauberman. Con Mckenna Grace, Patrick Wilson, Vera Farmiga, Madison Iseman, Katie Sarife. Horror, 106′. USA 2019

Determinati a impedire ad Annabelle di continuare a seminare il caos, i demonologi Ed e Lorraine Warren portano la bambola posseduta nella stanza dei manufatti chiusa a chiave della loro cantina, mettendola “al sicuro” dietro un vetro consacrato e ottenendo la benedizione di un sacerdote. Ma li attende una spietata notte di orrore, quando Annabelle risveglia gli spiriti maligni nella stanza, pronti a mettere gli occhi su un nuovo bersaglio: Judy, la figlia di dieci anni della coppia, e le sue babysitter.

 

Terzo capitolo della serie con protagonista la famigerata bambola posseduta dell’universo di The Conjuring, “Annabelle 3” si diverte a giocare con gli elementi tipici del genere horror, evitando di prendersi troppo sul serio e inserendo nel mix anche un pizzico di ironia, che non guasta.

A differenza dell’episodio precedente, “Annabelle 2 – Creation”, che era un prequel della storia originaria, qui siamo davanti a un mid-quel che si riallaccia a quanto accaduto nel primo “The Conjuring”, e mette nuovi tasselli a questo sempre più sfaccettato universo cinematografico.

Dopo aver aiutato alcuni studenti che vengono terrorizzati da Annabelle, Ed e Lorraine Warren decidono di custodire la bambola nella stanza dei manufatti maledetti nello scantinato della loro casa. Ma anche sottochiave Annabelle si rivelerà abbastanza popetente – e pericolosa…

Diretto da Gary Dauberman, il film è piuttosto irrilevante per quanto riguarda la narrazione generale del franchise, ma apre la strada al personaggio di Judy (McKenna Grace) che avrà un ruolo importante in futuro.

Affrontando il tema del lutto e come i traumi e l’isolamento possano rendere le persone tanto deboli da venire rapite da forze esterne (in questo caso, demoni), “Annabelle 3” mescola elementi molto amati del genere horror – come la casa infestata -, personaggi più sfaccettati e ironia.

Una pellicola che dà il meglio di sé nella seconda parte, meno compassata e più ricca d’azione, dove la vicenda assume i contorni dell’incubo claustrofobico, tutto giocato all’interno delle quattro mura domestiche.

 

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