“Balon”: due fratelli in cammino dall’Africa verso il nord Europa

Pasquale Scimeca firma un film che guarda allo stile documentaristico per raccontare le migrazioni

Un film di Pasquale Scimeca. Con Vincenzo Albanese, David Koroma, Yabom Fatmata Kabia, Raffaella Esposito. Drammatico, 94′. Italia 2017

Sierra Leone, oggi. Amin ha dieci anni e la cosa che lo fa più felice è giocare a calcio. Lui e sua sorella Isokè, quindici, si ritrovano soli dopo che la loro famiglia viene massacrata da mercenari durante una sparatoria nel loro piccolo villaggio. Facendosi coraggio, per scampare a morte e miseria si mettono in viaggio con poche risorse in uno zainetto. Sanno solo di doversi dirigere a Nord, senza avere la minima idea di dove si trovi la Svezia, il Paese che il nonno ha consigliato loro di raggiungere. Attraversano paesaggi differenti, fiumi, passano la notte nel deserto, incontrano due brave persone che li aiutano e criminali trafficanti di corpi che li considerano solo sotto forma di fonte di guadagno.

 

Ci sono film che meritano di essere visti al di là dei meriti prettamente cinematografici (taglio della regia, prova del cast, creatività della messa in scena) per il messaggio sociale e umanitario che veicolano. “Balon” di Pasquale Scimeca, presentato al TFF 2017, rientra sicuramente nella categoria.

Il regista siciliano firma un’opera coraggiosa, potente quanto urgente sul piano comunicativo mostrando allo spettatore le motivazioni che spingono uomini, donne o, come nel nostro caso, bambini a lasciare il loro Paese e intraprendere un’Odissea fisica ed esistenziale per raggiungere la fantomatica “terra promessa”.

Nonostante si tratti di un’opera di finzione, “Balon” mostra in modo crudo, diretto e autentico le sofferenze, i sacrifici, le umiliazioni a cui viene in molti casi sottoposto chi decide di lasciare l’Africa. Lo spettatore assiste impotente e sgomento alle vicissitudini dei fratelli protagonisti, Amin di dieci anni e Isokè di quindici.

Scimeca utilizza uno stile registico che potremmo definire neorealista, trattando la materia come fosse un documentario e non un film, per dare maggiore forza e pathos al racconto.

Le performance degli esordienti David Koroma e Yabom Fatmata Kabia sono di grande spessore artistico e d’impatto. I due giovani attori mostrano notevole presenza scenica e consapevolezza, nessuna ritrosia davanti alla telecamera.

Anche vedendo la piega che la politica sta prendendo nel nostro paese e in tutta Europa, noi consiglieremmo la visione di “Balon” a tappeto, per tutti i politici – e gli elettori. Perché la paura e il desiderio di difendere il nostro piccolo orticello felice non deve spingerci a dimenticare cosa succede davvero sulle sponde del Mediterraneo.

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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