“DeAndré#DeAndré – Storia di un impiegato”: semplicemente Faber

Il documentario di Roberta Lena è un percorso musicale e visivo, che indaga passato e presente

Un film di Roberta Lena. Con Cristiano De André, Dori Ghezzi, Filippo De Andrè.
Documentario, 94′. Italia 2021

Nel 1973 le Brigate Rosse rapiscono Ettore Amerio, capo del personale FIAT, Enrico Berlinguer propone una stretta di mano e il “compromesso storico” alla Democrazia Cristiana e Fabrizio De André scrive “Storia di un impiegato”, un concept album sulla vita di un piccolo borghese che sogna di fare la rivoluzione a colpi di bombe, sfuggendo alla noia di una vita già tracciata. Il disco, scritto con Nicola Piovani e Giuseppe Bentivoglio, racconta la progressiva presa di coscienza di sé, dell’altro e del bisogno di una lotta comune. Roberta Lena, già regista della versione teatrale, segue il filo narrativo delle canzoni dell’album che Cristiano De André interpreta sul palcoscenico, ri-arrangiando note che trovano ancora eco nel presente.

 

Uno sguardo diverso, per quanto possibile, su un cantautore su cui è stato scritto e detto di tutto, uno dei più grandi di sempre. Una visione contemporanea su un’opera senza tempo, semplicemente infinita. “DEANDRÉ#DEANDRÉ – Storia di un impiegato” di Roberta Lena arriva al cinema per un evento di tre giorni, il 25, 26 e 27 ottobre, dopo essere stato presentato a Venezia fuori concorso. 

Basato sul concerto/spettacolo del concept album omonimo pubblicato nel 1973 da Fabrizio De André, che il figlio Cristiano ha ri-arrangiato e portato in tour con successo per due anni, il documentario indaga, proprio attraverso la memoria di Cristiano, il suo rapporto col padre e la figura stessa del grandissimo artista.

Ma non solo: in questo percorso musicale e visivo che si muove tra concerti dal vivo, video di repertorio, memorie storiche e familiari, filmati inediti, “DEANDRÉ#DEANDRÉ – Storia di un impiegato” mescola la storia della creazione dell’album con la vita personale e musicale di Cristiano, in un discorso che è anche racconto del nostro presente.

In questo senso, un posto centrale lo occupa la Sardegna, Portobello di Gallura nello specifico, dove l’album è stato in parte concepito e dove emergono i ricordi del passato di Cristiano, il suo vissuto e il rapporto conflittuale che ebbe con il padre Fabrizio finché questo è stato in vita.

Opera ben concepita e ben realizzata, il film di Roberta Lena riesce in diversi intenti: racconta la storia del nostro Paese attraverso quella di un grandissimo artista e di suo figlio, traccia una biografia in parte inedita di Faber, ma soprattutto tocca le corde più profonde nel cuore dello spettatore, anche di quello che – possibile? – di Fabrizio De André ha sentito solo parlare in modo marginale.

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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