I FANTASTICI 4 | Happy birthday David Lynch, artista visionario e geniale

Ogni settimana una selezione di pellicole a tema, tra film cult, volti noti e nomi da scoprire

Regista, sceneggiatore, pittore, musicista, artista dal talento geniale e multiforme, le cui opere hanno la capacità di superare la realtà, David Lynch ha compiuto il 20 gennaio 75 anni.

Qualcuno lo ha definito “il regista più importante di quest’epoca”, altri “l’uomo del Rinascimento del Cinema moderno americano”. In realtà Lynch, nato a Missoula, nello stato del Montana, ha esordito come pittore. Le sue opere sono attualmente esposte in musei e gallerie d’arte di primo piano, come il MOMA di New York.

Nel nostro appuntamento con “I Fantastici 4”, la rubrica settimanale dedicata al consiglio di pellicole a tema, abbiamo guardato al David Lynch regista, scegliendo le sue quattro opere più iconiche e memorabili

 

ERASERHEAD

di David Lynch. Con Jack Nance, Charlotte Stewart, Jean Lange, Judith Roberts, Jeanne Bates, Allen Joseph. Horror, 90′. USA 1977

Il tipografo Harry Spencer e la moglie Mary vivono in uno squallido appartamento nella periferia di una grande città. I due sono appena diventati genitori di un mostro. Il film d’esordio di Lynch è quello che lancia la sua carriera. Girato in un suggestivo bianco e nero, mette in evidenza fin da subito il genio del regista americano.

 

THE ELEPHANT MAN

di David Lynch. Con Anthony Hopkins, John Hurt, Anne Bancroft, John Gielgud, Wendy Hiller, Freddie Jones. Drammatico, 125′. Gran Bretagna 1980

Il film porta sul grande schermo, con diversi anacronismi, la storia vera di Joseph Carey Merrick (1862-1890), conosciuto come l’Uomo elefante, divenuto famoso in epoca vittoriana a causa della sua deformità. David Lynch non è soltanto il regista ma anche lo sceneggiatore, il direttore musicale e del design. Otto candidature agli Oscar ma nessuna statuetta, per questo film toccante e potente. 

 

STRADE PERDUTE

di David Lynch. Con Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake, Robert Loggia, Gary Busey. Thriller, 134′. USA 1996

Fred è un musicista Jazz convinto che sua moglie Renee lo stia tradendo. In seguito alla morte misteriosa della donna, viene accusato d’omicidio, lui non riesce a ricordare assolutamente nessun dettaglio del crimine e finisce in prigione. Pete è invece un meccanico invaghito della bella Alice, la quale teme la vendetta di Laurent, un famoso boss della mafia. Storie che si intrecciano in modo indecifrabile in questo incubo estremo ed oscuro, che altro non è se non la sintesi delle contraddizioni umane.

 

MULHOLLAND DRIVE

di David Lynch. Con Justin Theroux, Naomi Watts, Laura Harring, Ann Miller, Robert Forster, Diane Baker. Drammatico, 145′. Francia, USA 2001

Rita è un’avvenente bruna sopravvissuta a un incidente d’auto su Mulholland Drive, a Los Angeles, in seguito al quale ha però perso la memoria. Betty un’aspirante attrice di belle speranze che la ospita nel proprio appartamento e se ne innamora. Le due cercano di far luce sull’amnesia di Rita, per scoprire che in realtà niente è come sembra… Un film astratto, con una straordinaria potenza visiva, nello stesso tempo affascinante e disturbante. 

Previous articleRecensione del romanzo “La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi”
Next article“Sai tenere un segreto?”: una commedia banale, che non brilla
Avatar
Nata a Napoli, a otto anni si trasferisce in provincia di Gorizia dove si diletta di teatro. Torna nella sua amata città agli inizi del nuovo millennio e qui si diploma in informatica e comincia a scrivere - pensieri, racconti, per poi arrivare al primo romanzo, "Anime". Nel frattempo ha cambiato di nuovo città e scenario, trasferendosi nelle Marche. Oggi conduce per RadioSelfie.it "Lo chiamavano cinema", un approfondimento settimanale sulla settima arte, e scrive articoli sullo stesso tema.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here