È la seconda volta che la lettura della serie dei Delitti Mitford di Jessica Fellowes, edita da Neri Pozza, mi provoca sentimenti contrastanti. Nel caso di Morte di un giovane di belle speranze, però, il giudizio finale è virato decisamente sul positivo, nonostante qualche difficoltà in corso d’opera.

Londra, 1925. La maggiore delle Mitford, Nancy, convince i genitori a invitare il suo gruppo di amici – «giovani aristocratici scapestrati» – alla festa di compleanno della sorella Pamela nella dimora di famiglia di Ashtall Manor. Del gruppo fanno parte Sebastian Atlas, volto angoloso, naso lungo e capelli impomatati; Clara Fisher, soprannominata “l’Americana” e, naturalmente, i fratelli Curtis, Charlotte e Adrian.

Durante una caccia al tesoro il gruppo si addentra nel cimitero che confina con il muro di cinta della magione. Sul terreno alla base del campanile della chiesa, con un braccio sul collo, le gambe piegate e storte, la bocca spalancata, gli occhi fissi e ciechi, giace il cadavere di Adrian Curtis. In piedi accanto a lui, con le mani sulla bocca ad attutire il grido, c’è la cameriera personale di Charlotte, Dulcie Long.

Scotland Yard non tarda a scoprire che la ragazza è legata alle Quaranta Ladrone, una temibile banda di ladre capeggiate dall’implacabile Alice Diamond, che da qualche tempo sta terrorizzando Londra. Dulcie viene dunque arrestata come colpevole dell’omicidio. L’unica a credere all’innocenza della ragazza è Louisa Cannon, dama di compagnia delle sorelle Mitford, la quale, aiutata da Pamela e Nancy Mitford, decide di indagare sul caso…

Come ho detto in apertura, c’è qualcosa che mi disturba nei due romanzi della Fellowes appartenenti a questa serie che ho letto finora. Riflettendoci a mente fredda, mi sono resa conto che è proprio il fatto che l’elemento giallo della vicenda venga pesantemente annacquato, fino a diventare una delle componenti in gioco – e probabilmente non la più importante.

Le sorelle Mitford (a partire da sinistra: Unity, Debo, Diana, Decca, Nancy e Pamela) e il fratello Tom.

Sono le vite delle sei sorelle Mitford e della cameriera/chaperon Louisa, attraverso la quale entriamo in contatto con loro e con il loro mondo, il vero cuore del racconto! Accidentalmente, le sei sorelle si ritrovano in prossimità di alcuni crimini – ma è appunto un incidente, un sovrapiù di cui si sarebbe anche potuto fare a meno.

Se “L’assassinio di Florence Nightingale Shore” mi aveva piuttosto annoiato, in questo caso ho trovato la costruzione della storia più avvincente e riuscita, merito anche della giustapposizione dei punti di vista – non solo quello di Louisa ma quello dell’agente di polizia Guy – che aiutano a muovere il racconto.

In generale diciamo che “Morte di un giovane di belle speranze” è un buon romanzo storico con venature mistery, che piacerà a chi non si aspetta tanto un giallo incalzante quanto piuttosto un romanzo dove ricostruzione puntuale e bei personaggi si sposano con una trama interessante.

 

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