“Take me somewhere nice”: un’adolescente alla ricerca del padre

L'opera prima di Ena Sendijarevic è simbolica e ironica. Sara Luna Zoric la protagonista giusta

Un film di Ena Sendijarevic. Con Sara Luna Zoric, Lazar Dragojevic, Ernad Prnjavorac,  Sanja Buric, Jasna Djuricic. Drammatico, 91′. Paesi Bassi, Bosnia-Herzegovina 2019

Alma è una ragazza olandese di origini bosniache, che vive ad Amsterdam con la madre. La notizia che il padre è gravemente malato in ospedale, la riporta nel suo paese d’origine dopo dieci anni dall’ultima visita. Sola, a Sarajevo, nella casa di un cugino coetaneo che non ha alcuna voglia di aiutarla, Alma parte per un viaggio on the road attraverso la Bosnia, per raggiungere il padre in un ospedale di Mostar. Un viaggio di strani incontri, avventure notturne, che restituisce con grande ironia l’alienazione dell’adolescenza ma anche la forza e la freschezza del suo sguardo.

 

L‘opera prima di Ena Sendijarevic, “Take me somewhere nice”, presentato ad Alice nella città nella sezione Panorama Internazionale, racconta il viaggio – soprattutto interiore – di Alma, una ragazza olandese di origini bosniache che torna in Bosnia per vedere il padre malato.

Un racconto intimo, che parla più attraverso le immagini che attraverso la protagonista, molto chiusa nella propria adolescenza tormentata. Un on the road punteggiato di incontri singolari e disavventure tragicomiche, che racconta una prima volta singolare, il primo incontro col padre.

La Sendijarevic fa grande ricorso al simbolismo e all’ironia (la Bosnia è uno spazio vuoto dove sono tutti immigrati; la valigia che Alma si è portata dietro non si apre) per raccontare la sua storia. E l’attrice protagonista, Sara Luna Zoric, è davvero degna di nota. Un esordio interessante.

 

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