“The tender bar”: un coming of age nella Long Island degli anni ’70 e ’80

Ben Affleck carismatico e convincente nell'ottavo film da regista di George Clooney

Un film di George Clooney. Con Ben Affleck, Tye Sheridan, Lily Rabe. Drammatico, 105′. USA 2021

JR è un ragazzino cresciuto a Long Island senza padre, dato che l’uomo è uscito dalla sua vita poco dopo la sua nascita. Trasferitosi con la madre nella casa del nonno, perché la donna non può più permettersi il suo affitto, trova nello zio Charlie e nei frequentatori del suo bar dei modelli positivi a cui ispirarsi per perseguire il suo sogno di diventare scrittore. 

 

Che importanza rivestono i modelli positivi, nello sviluppo di un individuo? Avere accanto “la persona giusta al momento giusto” può indirizzare un’esistenza, fare davvero la differenza e spingerci a tirare fuori il meglio di noi, a scoprire chi siamo e fin dove possiamo arrivare?

È principalmente a queste domande che cerca di rispondere, in modo delicato e secondo me riuscito, per quanto non particolarmente originale, “The tender bar”, l’ottavo film da regista di George Clooney, presentato in anteprima al London Film Festival.

JR è un ragazzo senza nome e senza padre cresciuto a Long Island. Almeno, questa è la storia che gli raccontano gli adulti intorno a lui, che non appartengono alla sua famiglia. Ma quando la madre è costretta a trasferirsi a casa del padre, non potendosi più permettere l’affitto, il carismatico zio Charlie (Affleck) e i frequentatori del suo bar entrano in gioco, e cambiano le carte in tavola…

William Monahan (The departed) adatta con estrema eleganza per il grande schermo il libro di memorie dello scrittore premio Pulitzer J.R. Moehringer, uscito in Italia nel 2012 con il titolo “Il bar delle grandi speranze“. Per assurdo, il film per certi versi migliora quel libro, che in certi passaggi risultava lento e dispersivo. La sceneggiatura, qui, è profonda ma brillante, e non presenta passaggi a vuoto.

Certo, la storia non brilla per originalità, ma questo coming-of-age ambientato principalmente nella Long Island degli anni ’70 e ’80 è curato nei dettagli e nelle ambientazioni, avvolto da quell’aura malinconica che piacerà ai nostalgici, sorretto da una bella colonna sonora e da una buona prova corale del cast. 

Ben Affleck ha riscosso in questi anni pareri contrastanti da addetti ai lavori e pubblico circa le sue performance attoriali. Se come Batman era oggettivamente carente – sorry, Ben! -, nel ruolo dello zio/barista che aiuta il giovane JR a mettere a fuoco le sue origini e il suo potenziale risalta in senso positivo. Il ruolo sembra essere fatto su misura per lui, che da dietro il bancone letteralmente svetta sugli altri e trasmette charme e carisma.

Convincente anche il giovane esordiente Daniel Ranieri, che incarna alla perfezione lo scrittore adolescente, assillato da dubbi e preoccupazioni. E poi ci sono Tye Sheridan, Lily Rabe e Christopher Lloyd a completare un cast assolutamente di livello.

“The tender bar” è un film ben sceneggiato, ben interpretato e sorretto anche da una produzione di valore – la ricostruzione del periodo storico è perfetta. Una storia che trasmette positività e voglia di credere in se stessi e nei propri sogni, messaggi di cui abbiamo sempre un grande bisogno. 

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Giornalista per passione e professione. Mamma e moglie giramondo. Senese doc, adesso vive a Londra, ma negli ultimi anni è passata per Torino, per la Bay area californiana, per Milano. Iscritta all'albo dei professionisti dal 1 aprile 2015, ama i libri, il cinema, l'arte e lo sport.

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