“Un regalo per miss Violet”: la recensione del libro di Susan Gloss

Una favola moderna che gira intorno a un negozio di abiti vintage, edita da Newton Compton

Una lettura piacevole e “leggera”, capace di affrontare anche tematiche delicate come gli abusi domestici, il desiderio di maternità, la malattia con toni adatti al genere, senza risultare mai troppo drammatico o pesante.

Un regalo per miss Violet di Susan Gloss, edito da Newton Compton, è un libro che farà sicuramente felici gli amanti dei romance, di quelle storie contemporanee oggi tanto di moda dove le strade di personaggi apparentemente diversi si intrecciano.

A Madison, negli Stati Uniti, la trentottenne Violet Turner, personalità spumeggiante e anticonvenzionale, gestisce un negozio di abiti vintage. Un matrimonio fallito alle spalle, Violet ha lasciato la cittadina dove è cresciuta per realizzare il suo sogno professionale e ottenere l’agognata indipendenza.

Quando il padrone di casa le presenta un’ingiunzione di sfratto, la donna dovrà rimboccarsi le maniche per salvare la sua creatura. Per fortuna avrà dalla sua parte un gruppo di donne pronte ad aiutarla: la giovanissima April, che deve fare i conti con la morte della madre, la gravidanza inattesa e l’atteggiamento poco conciliante dei genitori del fidanzato; Amithi, di origini indiane, che dopo essersi dedicata anima e corpo al marito e alla figlia si ritrova per la prima volta a dover decidere per se stessa; l’anziana filantropa Betsy, pilastro della comunità.

Un regalo per Miss Violet” è piacevole nel suo alternare il punto di vista delle tre protagoniste principali – Violet, April e Amithi – e il tempo del presente con scorci del passato più o meno recente. La narrazione non è mai monotona, ma anzi aumenta in profondità mano a mano che le pagine scorrono.

Le nostre eroine – per una volta, e per fortuna! – sono donne davvero normali, con problemi normali e nelle quali è facile immedesimarsi. Il fatto di avere donne di età differenti aiuta, in questo senso. Le lettrici più giovani potranno rivedersi in April, nel suo desiderio di indipendenza mista a timore per il futuro, nella sua immaturità (intesa in senso positivo).

Le trentenni sentiranno forse più vicina la single Violet, che ha saputo rialzarsi nonostante il passato difficile, che pensa alla possibilità di avere un figlio e sente il tempo che scorre. E per chi ha già un marito, una famiglia, c’è Amithi, l’immagine della brava moglie e madre di famiglia, che vive però una profonda crisi, e in parte anche l’amica di Violet, Karen.

Susan Gloss è stata brava a gestire il suo materiale di partenza, e tutte le sue storie, senza scadere troppo nel melenso o nello scontato. Il lieto fine è – quasi – d’obbligo e bene o male ce lo aspettiamo, ma durante la lettura e anche arrivati all’ultima pagina non abbiamo mai la sensazione di aver avuto tra le mani una storia scontata.

 

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