“Bad boys for life”: un revival riuscito, che sfrutta bene il suo potenziale

A venticinque anni dal primo film, tornano Martin Lawrence e Will Smith, tra commedia e tanta azione

Un film di Adil El Arbi, Bilall Fallah. Con Martin Lawrence, Will Smith, Vanessa Hudgens,  Alexander Ludwig, Charles Melton. Azione, 113′. USA 2020

Nonostante l’età e i logoranti anni di servizio, Mike va a tutto gas. Marcus invece è diventato nonno e culla col nipote l’idea della pensione. Investigatori da sempre e amici per sempre, sorvegliano Miami e assicurano i cattivi di turno alla giustizia. Ma è da lontano che arriva il pericolo e colpisce in pieno petto Mike. Vittima di un sicario misterioso e di un passato burrascoso, Mike sopravvive grazie ai medici e al voto di Marcus, che ha giurato su Dio di non impugnare più un’arma. Le cose andranno altrimenti, perché Mike è deciso a scoprire chi lo voleva morto e Marcus non potrà fare a meno di aiutarlo. Con buona pace di Dio e brutta fine dei cattivi.

 

Quando il primo “Bad boys” uscì, nel 1995, per la regia dell’allora debuttante Michael Bay, creò un modello per tutti i franchise d’azione di lì a venire, con eroi tosti, macchine veloci e riprese mozzafiato.

Dopo 25 anni, “Bad boys for life” è un ritorno al passato divertente e riuscito ma che, grazie ad alcuni colpi di scena, sa essere anche una gradita sorpresa che si dimostra al passo con i tempi.

In modo abbastanza sorprendente – perché quante operazioni di revival come questa si sono rivelate, negli ultimi anni, dei completi fallimenti? -, il film non è affatto male e funziona bene, offrendo in qualche modo un correttivo a quanto visto finora.

Le scene d’azione sono filmate in modo fantasioso ed esplosivo e i due registi, Adil El Arbi e Bilall Fallah, aggiungono una svolta a sorpresa, che chiude bene il film ma tiene anche una finestra aperta per il futuro.

“Bad boys for life” trasmette la sensazione di un thriller poliziesco degli anni ‘90, ma si concentra di più sulla caratterizzazione dei personaggi e sulla chimica tra Martin Lawrence e Will Smith.

Certo non mancano inseguimenti in auto, sequenze d’azione leggermente improbabili e miriadi di sparatorie. Però il maggior spazio dedicato alla relazione tra i protagonisti Mike e Marcus, a come questa si è evoluta nel corso del tempo e via dicendo, lo rendono intrigante e un po’ meno scontato. Un ritorno al passato capace però di aprirsi al presente.

 

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