“Being the Ricardos”: una settimana decisiva nella vita di Lucille Ball

Nicole Kidman intensa e fiera, insieme a Javier Bardem, nel 3° film da regista di Aaron Sorking

Un film di Aaron Sorkin. Con Nicole Kidman, Javier Bardem, J.K. Simmons, Alia Shawkat, Clark Gregg, Jake Lacy. Biopic. USA 2021

Los Angeles, 1952. Lucille Ball, star della sit-com “Lucy ed io”, è accusata pubblicamente di essere una comunista. In pieno maccartismo, è la “strega” da bruciare sull’altare della patria. Ma non è nei suoi sketch che si nasconde la scintilla che rischia di incendiare il mondo occidentale. Attrice hollywoodiana di serie B, partita dal niente, ha sposato Desi Arnaz, rifugiato cubano pazzamente innamorato di lei e degli Stati Uniti. Al fianco del suo attore latino, Lucille si impone sul piccolo schermo e impone la coppia biculturale. Non le resta che integrare la sua gravidanza. Non sarà facile e tutto si complica nel corso della produzione e di una settimana lunga una vita. Marito e moglie dovranno fare fronte a una crisi politica (e sentimentale) che rischia di compromettere la loro carriera e il loro matrimonio, fiaccato dai tradimenti dell’uomo.

 

Tenere in piedi un matrimonio è un lavoro duro, che richiede impegno costante e dedizione. Perché il tempo può logorare anche le coppie più affiatate e i sentimenti più forti. E se poi due persone sono partner non solo nella vita privata ma anche sul lavoro… il rischio di scoppiare è ancora più grande!

Personalmente non conoscevo la storia di Lucille Ball e Desi Arnaz né quanto il loro show televisivo “Io e Lucy” (I love Lucy) fosse stato popolare in America negli anni ’50 – programma più visto negli States per quattro stagioni consecutive, dal 1951-52 al 1954-55, nonché modello per tutte le sitcom successive, in quanto prima a introdurre la tecnica di ripresa dal vivo con tre telecamere. 

Aaron Sorkin, al suo terzo film come regista dopo “Molly’s game” (2017) e “Il processo ai Chicago 7” (2020), con “Being the Ricardos” si è dimostrato abile nel costruire una storia avvincente, delicata, malinconica quanto ironica, evitando cadute retoriche e passaggi celebrativi.

Lo spettatore viene trasportato nella California dei primi anni ’50, in un’epoca in cui il solo sospetto di essere comunista comportava la “morte civile” per una persona. Nella crociata del senatore repubblicano Joseph McCarthy contro i presunti “nemici dell’America” finirono anche alcune star di Hollywood. Tra delazioni, sospetti e calunnie nessuno era insospettabile.

Il maccartismo ha cambiato in profondità la società americana, facendo emergere i peggiori istinti della collettività. Ma Sorkin, in realtà, utilizza il fenomeno solo come spunto di partenza e cornice, perché il suo obiettivo è quello di raccontare la figura di Lucille Ball, una donna determinata, indipendente e talentuosa, che ha saputo imporsi in un mondo maschilista.

La struttura narrativa di “Being the Ricardos” per certi versi ricorda quella già adottata dal Sorkin sceneggiatore nel biopic su Steve Jobs. Lucy Ball si trova a vivere la settimana più difficile della sua vita: deve difendere al contempo la propria libertà come cittadina, l’autonomia come artista e la dignità come moglie.

Nicole Kidman si cala con intensità e forza nei panni della protagonista, facendola fieramente rivivere sulla scena e dando l’ennesima prova della sua poliedricità e versatilità. La Kidman si prende il centro della scena, lasciando però spazio e modo a Javier Bardem di farsi apprezzare come valido e convincente coprotagonista nei panni del vulcanico, e fedifrago, Desi Arnaz.

“Being the Ricardos” unisce con stile leggero ma incisivo una storia d’amore tormentata, una lotta femminista ante litteram e la ricerca di indipendenza creativa e attoriale di una grande donna. Un film che fa rivivere un momento importante della storia della tv americana, e le contraddizioni di una società ancora legate ai pregiudizi sul ruolo subalterno della donna.

Sono passati 70 anni. Possiamo affermare in coscienza che quello che vediamo sullo schermo sia soltanto una pagina di storia, superata? Riflettiamo, gente, riflettiamo.

 

Il biglietto da acquistare per “Being the Ricardos” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre. 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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