“I segni del cuore – CODA”: una favola indie sul farcela malgrado tutto

Sian Heder dirige un remake riuscito del film francese del 2014 "La famiglia Bélier"

Un film di Sian Heder. Con Emilia Jones, Marlee Matlin, Troy Kotsur, Daniel Durant, Eugenio Derbez. Drammatico, 111′. USA, Francia 2021

Ruby, una ragazza diciassettenne, è l’unica persona udente di una famiglia di persone sorde. Ogni mattina, prima di andare in classe, dove viene ignorata e presa in giro dalle altre studentesse, aiuta i genitori e il fratello a gestire l’attività di pesca ed è lei il referente principale per contrattare la vendita del pesce. Al tempo stesso ha una grande passione per il canto ed entra nel coro della scuola diretto dal maestro Bernardo Villalobos che con lei è molto severo, la rimprovera spesso per i suoi ritardi ma riconosce che ha un grande talento e cerca così di prepararla per l’audizione a una prestigiosa scuola. Ruby si trova ora a un bivio: seguire i propri sogni o continuare ad aiutare la sua famiglia?

 

Nel 2015 rimasi piacevolmente colpito dal film francese “La famiglia Bélier”. Gli sceneggiatori avevano affrontato con intelligenza e ironia il tema della disabilità, inserendolo in una commedia familiare leggera ma credibile. La sceneggiatura era ben definita, lineare, inclusiva e allo stesso tempo spiazzante; il cast di assoluto valore.

A sette anni di distanza, negli States si è pensato di realizzare un remake, modificando poco o nulla sul piano narrativo rispetto all’originale – l’unica differenza è che lì la famiglia protagonista, composta da tre non udenti e una ragazza udente che quindi per tutta la vita era stata interprete e voce degli altri, si occupava di agricoltura, qui di pesca.

Come ben sapete i rifacimenti incontrano alquanto di rado il mio gradimento – perché non sono molti quelli che dimostrano di avere un loro perché e di non voler semplicemente cavalcare l’onda di un precedente successo.

“I segni del cuore – CODA” di Sian Heder ha superato le mie (basse) aspettative di partenza, dimostrandosi nel complesso godibile, fedele allo spirito del film francese e non troppo enfatico nei toni. Una commedia briosa e tenera, coerente sotto tutti i punti di vista.

In effetti il fatto che abbia trionfato all’ultimo Sundance Film Festival – dove ha vinto il Gran Premio della Giuria, il Premio del Pubblico, il Premio Speciale per il cast e Premio per la Miglior regia nella sezione Drama – avrebbe potuto farmi suonare qualche positivo campanello di allarme.

Emilia Jones indossa con naturalezza i panni della diciassettenne Ruby, divisa tra i propri sogni di cantante e gli “obblighi famigliari”. Essendo l’unica persona udente della sua famiglia, la sua presenza è infatti quanto mai necessaria ai genitori e al fratello, anche per ciò che riguarda il lavoro nel settore della pesca.

Il limite – o se preferite la maggiore criticità di “I segni del cuore – CODA” – sta proprio nel suo essere un remake: gli mancano quella freschezza e originalità che caratterizzavano positivamente “La famiglia Bélier”. Così questo finisce per essere un buon adattamento, ma non un film memorabile di per sé.

 

Il biglietto da acquistare per “I segni del cuore – CODA” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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