“In blue”: storia di un’insolita amicizia che cambia pelle e si trasforma

Jaap Van Heusden dirige un thriller sentimentale che parla di solitudini, periferie degradate e umanità

Un film di Jaap Van Heusden. Con Maria Kraakman, Bodgan Iancu,  Ellis van den Brink, Maria Rainea, Ada Gales. Drammatico, 102’. Paesi Bassi, 2017

Durante una corsa in taxi per raggiungere l’aeroporto di Bucarest, l’auto sulla quale viaggia Lin (Kraakman), assistente di volo per una compagnia olandese, investe un ragazzino di quindici anni, Nicu (Iancu). Lin lo accompagna in ospedale, perdendo così il volo, per la prima volta in vent’anni di lavoro. Nicu cerca di attrarre a sé Lin con scherzi e battute e si offre di farle da guida turistica. Lin, incuriosita dal ragazzo, accetta. Col tempo tra i due nasce un rapporto che va al di là di una semplice amicizia.

 

Esistono diverse solitudini, a seconda della persona che le sperimenta. Considerata da molti come anticamera della depressione, può in realtà essere non solo una forma di sofferenza ma anche uno scudo con cui ci si protegge dal mondo.

In blue” di Jaap Van Heusden, presentato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma, è la storia di un casuale incontro tra due anime travagliate, che condividono poi un breve percorso di vita.

Il film declina tutte le sfumature che può assumere il rapporto tra una donna e un ragazzino di strada: dall’amicizia al bene filiale, dal sesso alla violenza. Ma c’è, inaspettatamente, di più, perché la storia sa colorarsi di contenuti sociali ed essere impegnativa, persino dura.

La sceneggiatura ha richiesto nove anni di lavorazione e questo lungo lavoro si percepisce nell’equilibrio narrativo, nell’alternarsi di scene che mostrano la nascita e l’evoluzione del legame tra Lin e Nicu ad altre che approfondiscono i due personaggi quando sono divisi.

Ognuno dei due vive una solitudine profonda e angosciante. Lin soffre ancora per un trauma che le ha segnato l’esistenza, Nicu è stato costretto dall’ambiente degradato in cui vive a compiere scelte estreme per sopravvivere.

Maria Kraakman e Bogdan Iancu – attrice teatrale di esperienza, molto famosa in Olanda, lei, 15enne quasi esordiente, lui – sono una coppia credibile e riuscita, che commuove il pubblico e risulta sempre vera e autentica.

Oltre a loro la terza protagonista di “In blue” è sicuramente la città di Bucarest, che anche quando fa da sfondo alle dinamiche dell’inedita coppia si mostra ben diversa da una rassicurante “immagine da cartolina”. Bucarest è povera, desolata, sporca, dimenticata da tutti.

Lo sceneggiatore e regista Jaap Van Heusden è abile nel costruire un thriller sentimentale che non dà mai certezze e spiazza continuamente chi guarda. Il pathos resta alto, fino ad arrivare al finale coerente e coraggioso, che rifiuta ogni scorciatoia banale e prevedibile per regalare soltanto una poetica ipotesi di felicità.

 

Il biglietto da acquistare per “In blue” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto
(con riserva). Sempre.

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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