“Maria Regina di Scozia”: quando il potere è donna

Saoirse Ronan e Margot Robbie mettono in scena una delle rivalità più leggendarie del Regno Unito

Un film di Josie Rourke. Con Saoirse Ronan, Margot Robbie, Jack Lowden, Joe Alwyn, David Tennant, Guy Pearce. Biopic, 124′. Gran Bretagna 2018

Scozia, 1561. Maria Stuarda, salita sul trono di Francia dopo aver sposato Francesco II, è rimasta vedova a 18 anni e ha deciso di tornare nella nativa Scozia, di cui è regina per diritto di nascita. Con il suo ritorno Maria rischia di contendere anche il ruolo di regina d’Inghilterra ad Elisabetta I, che i legittimisti disconoscono come erede di Enrico VIII. Maria ed Elisabetta sono cugine ma praticano religioni diverse, la prima cattolica, la seconda protestante. E tanto la corte d’Inghilterra quanto quella di Scozia temono che la Stuarda coltivi un legame con la Roma papalina, per tramare in segreto contro il regno anglosassone. “Un papista non siederà mai sul trono d’Inghilterra”, sentenziano. Tantomeno una papista: perché l’aristocrazia maschile di Inghilterra e Scozia non è affatto contenta che a contendersi il trono siano due donne.

 

Cugine, nemiche, regine, donne forti pronte a sfidare le convenzioni: Maria Stuarda ed Elisabetta I segnarono la loro epoca in molti sensi, e furono legate da una faida politico-religiosa lunga vent’anni. Nel film “Maria Regina di Scozia” di Josie Rourke il periodo storico sopracitato torna a vivere.

Maria (Ronan) è testarda, caparbia e intelligente, oltre ad essere bellissima e più giovane di Elisabetta, che soffre per questo divario d’età oltre che per una salute precaria. La mancanza di un figlio è come una spada di Damocle sul futuro dell’Inghilterra, e sul suo regno. Tuttavia, Elisabetta è tenace, indipendente e molto scaltra, tanto da guardarsi bene dal prendere un marito che potrebbe rubarle di fatto il trono.

La performance di Saoirse Ronan e Margot Robbie è da brividi, potentissima: sono le due attrici a dare spessore al film e a rendere intrigante una storia tristemente nota. Nonostante la forte caratterizzazione storica del film, infatti, la sceneggiatura è molto intimista e soggettiva, e come fa presagire già il titolo si concentra maggiormente sulla figura di Maria.

La Ronan fa del suo personaggio un ritratto grandioso, complesso, ricco di mille sfaccettature. Destinata a risposarsi, ancora giovanissima, dopo la dipartita del primo marito, Maria decide invece di tornare in Scozia per rivendicare ciò che era suo.

Proprio la volontà di imporsi e dimostrare il proprio potere a prescindere dalle opinioni avverse della corte, che mal sopportavano una donna tanto intraprendente, fu quello che maggiormente avvicinò Maria alla cugina Elisabetta, per sua stessa scelta re e regina.

Quello che manca a “Maria Regina di Scozia” per risultare davvero convincente, alla fine, è soprattutto la capacità di andare fino in fondo, raccontando questa storia per ciò che è davvero stata – la leggendaria rivalità tra due aspiranti al trono inglese – senza cedere alla tentazione di indorare troppo la pillola e addolcire i contorni della vicenda.

 

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Classe 1996, marchigiana d’origine, studia comunicazione a Roma e ha trovato il modo di coniugare la passione per il cinema e quella per la scrittura... Come? Scrivendo sul e per il cinema dal 2015. Ha all'attivo diverse esperienze sul set, con registi del calibro di Matteo Garrone, e sogna un giorno di veder realizzato il suo film.

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