“Piccoli brividi 2: I fantasmi di Halloween”: mostri ed effetti speciali

Il secondo film ispirato alla fortunata serie di libri, diretto da Ari Sandel, convince solo in parte

Un film di Ari Sandel. Con Wendi McLendon-Covey, Madison Iseman, Jeremy Ray Taylor, Caleel Harris, Chris Parnell. Commedia, 90′. Australia, USA 2018

Sonny e il suo amico Sam sono stati affidati alla sorveglianza della sorella maggiore di Sonny, Sarah, ma la eludono abilmente per dedicarsi al loro progetto extra scolastico: svuotare cantine e solai con il nome di “fratelli Cassonetto”. Ed è proprio in una casa da svuotare che trovano un vecchio baule contenente un libro. Liberato dalla prigione, torna a materializzarsi così il malvagio pupazzo ventriloquo Slappy. Permaloso e vendicativo, animerà dei peggiori intenti tutte le creature esposte nei cortili e nelle case della città in occasione di Halloween, facendo passare a Sarah, Sonny e Sam la notte più avventurosa della loro vita.

 

I mostri creati dallo scrittore R. L. Stine (Black) sono di nuovo a piede libero e questa volta è tutta colpa di Slappy, spuntato fuori dalle pagine dei libri. Il pupazzo, dapprima intenzionato a far parte della famiglia di Sonny, realizzerà di meritare una squadra molto più terrificante e numerosa, in linea con i personaggi che girano in città la notte di Halloween.

Reduci da un primo capitolo di “Piccoli Brividi” (2015) che rendeva abbastanza giustizia alla serie di libri per ragazzi a cui si ispirava, non si può non restare parzialmente delusi dal secondo film, “Piccoli Brividi 2 – I fantasmi di Halloween” di Ari Sandel.

Tra qualche conferma e diverse novità – sono cambiati il regista, l’ambientazione e il trio di protagonisti – la pellicola cerca di intrattenere e spaventare un pubblico composto principalmente da ragazzini. Gli effetti speciali sono sfarzosi ma esagerati, le battute leggermente forzate, la sceneggiatura molto meccanica.

Dal punto di vista recitativo tutto si basa sulla performance di Jack Black, presente come doppiatore di Slappy e come Mr. Stine (ruolo già interpretato nel precedente film). I giovani protagonisti, invece, convincono poco, nel loro essere preda degli eventi e poco caratterizzati.

Alla sensazione generale di insoddisfazione contribuisce anche la trama, molto simile a quella del primo “Piccoli brividi” cinematografico e molto lontana dai libri di partenza. La notte di Halloween offre chiaramente opportunità a non finire, quando si tratta di mostri e magia, ma questo da solo non basta a rendere un progetto vincente.

Se c’è un aspetto riuscito è sicuramente il finale, lasciato volutamente aperto in vista di un possibile terzo capitolo della serie, e capace di incuriosire lo spettatore. Il messaggio arriva forte e chiaro: talvolta la realtà può essere più spaventosa della fantasia, ma è affrontando le nostre paure che impariamo a superarle.

 

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