“Quanto basta”: una commedia sulla diversità con un grande Luigi Fedele

Quando il tema culinario si combina con quello sociale. Film delicato e brillante di Francesco Falaschi

Un film di Francesco Falaschi. Con Vinicio Marchioni, Valeria Solarino, Luigi Fedele, Nicola Siri, Mirko Frezza. Commedia, 92′. Italia, 2018

Arturo (Marchioni) è un cuoco stellato caduto in disgrazia a causa del suo temperamento collerico, che gli ha fruttato un arresto per percosse e lesioni aggravate. La pena alternativa che gli è stata comminata è quella di insegnare a cucinare ad un gruppetto di ragazzi autistici affidati ai servizi sociali e supervisionati dalla bella psicologa Anna (Solarino). Nel gruppetto spicca Guido (Fedele), un ragazzo affetto da sindrome di Asperger, che ha un talento innato per l’alta cucina. Guido chiederà ad Arturo di fargli da tutor per un concorso culinario: uno di quelli che lo chef odia e che hanno partorito fenomeni mediatici come il suo acerrimo rivale, il simil-Cracco Daniel Marinari. Riusciranno Arturo e Guido ad aiutarsi a vicenda a superare i rispettivi limiti comportamentali?

 

Quanto contano, oggi, la semplicità e la linearità nel dimostrare il proprio talento in contrapposizione alle smanie dei cosiddetti tuttologi? E quanto un ragazzo afflitto dalla sindrome di Asperger può rivelarsi affidabile, talentuoso e leale, professionalmente quanto umanamente?

Quanta basta… ci dimostra il regista toscano Francesco Falaschi con il suo quarto lungometraggio, una commedia di incontri, un feel good movie, un film di personaggi, che non ha paura delle emozioni e dei sentimenti positivi.

Volendo suggerire allo spettatore ulteriori suggestioni cinematografiche, potremmo vedere “Quanto basta” come un riuscito ibrido italiano tra due celebri pellicole: l’americano “Rain man” e il francese “Quasi amici” (grazie al collega Valerio Brandi per il brillante suggerimento).

Falaschi e il valido team di sceneggiatori hanno voluto raccontare il mondo dei ragazzi afflitti dalla sindrome di Asperger e le difficoltà quotidiane che si trovano ad affrontare, evitando però di scrivere una storia melensa, retorica o buonista.

L’idea brillante e vincente, piuttosto, è quella di unire il tema culinario a quella sociale, proponendo al pubblico una storia godibile, brillante, autentica e coinvolgente.

Protagonisti il burbero chef stellato Arturo (Marchioni), caduto in disgrazia per colpo del suo caratteraccio, e Guido (Fedele), un giovane aspirante pieno di talento, intenzionato a non farsi fermare dalla sua neurodiversità.

L’inedita coppia formata Vinicio Marchioni e Luigi Fedele si rivela quanto mai azzeccata, empatica, sincera, brillante e intensa. I due attori si completano e compensano a vicenda, sul piano artistico e su quello umano, offrendo due prove di assoluto valore.

Luigi Fedele (già visto e apprezzato nel film “Piuma”), ancor più di Marchioni, sorprende e convince per la straordinaria naturalezza nello “sparire” dietro il difficile personaggio di Guido, donandogli umanità, tenerezza e forza, senza però venire meno in credibilità.

La parte romance, che coinvolge Arturo e Anna (Solarino), seppure ben recitata dai due attori, appare il punto più debole e meno riuscito del film, risultando forzata e paradossalmente quasi inutile ai fini del racconto.

Il contribuito di Alessandro Haber, piccolo per minutaggio, è in realtà decisivo a livello artistico ed emotivo.

“Quanto basta”, nonostante lo stile e il taglio registico televisivo, è una pellicola che si lascia vedere fino alla fine, fornendo al pubblico due semplici quanto fondamentali insegnamenti: la semplicità è il vero talento da usare sia nella vita privata che in quella professionale. E quello che sei chiamato a fare fallo sempre al massimo delle tue forze. Per il resto… quanto basta.

 

Il biglietto da acquistare per “Quanto basta” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

 

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È nato in Sicilia, ma vive a Roma dal 1989. È un proprietario terriero e d’immobili. Dopo aver ottenuto la maturità classica nel 1995, ha gestito i beni e l’azienda agrumicola di famiglia fino al dicembre 2012. Nel Gennaio 2013 ha aperto il suo blog, che è stato letto da 15.000 persone e visitato da 92 paesi nei 5 continenti. “Essere Melvin” è il suo primo romanzo.

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