“Queste oscure materie”: recensione del secondo episodio della serie tv

In "The Idea of North" l'azione e i personaggi si spostano a Londra e in uno dei tanti mondi paralleli

Con “The Idea of North”, secondo episodio della serie tv prodotta dalla BBC “Queste oscure materie” (His Dark Materials), ispirata ai romanzi di Philipp Pullman, l’azione si sposta nella città di Londra… e non solo.

Lyra (Dafne Keen Fernández) ha lasciato Oxford e il Jordan College, dove è stata cresciuta, per andare a vivere con la carismatica Mrs. Coulter (Ruth Wilson). Dopo un’iniziale “innamoramento” per la donna, però, la ragazzina e il suo daimon si rendono conto che dietro la superficie perfetta e amorevole si nasconde ben altro.

Se il primo episodio, “Lyra’s Jordan”, era molto movimentato (tra rapimenti di bambini, tentativi di avvelenamenti, sequenze al Nord e altre nelle cripte del College), questo secondo potremmo definirlo più statico, ma davvero ben riuscito dal punto di vista emotivo e ambientale. Meno azione, più emozioni, insomma.

Gli sceneggiatori hanno saputo costruire una fortissima tensione, a partire dalla figura della Coulter, che serpeggia fin dalle prime scene ed esplode in alcuni momenti [spoiler!], quando la sua scimmia attacca il daimon di Lyra e quando poi la ragazzina scopre come lei sia implicata nei rapimenti, ad esempio. Si percepisce chiaramente che la bella esploratrice nasconde qualcosa, e i suoi incontri con gli emissari del Magisterium non fanno che accrescere il mistero, e le domande.

Molto forti anche le scene che mostrano i bambini rapiti, la camerata, i “costudi”, i toni grigi e freddi della fotografia che fanno pensare all’ambientazione di certi romanzi di Charles Dickens. Il momento della scrittura delle lettere alle famiglie mette i brividi.

“Queste oscure materie”, fino a questo momento, sta dimostrando una volta di più quanto una serie possa essere il mezzo più adatto, per adattare una trilogia o una serie di libri. Se un film, vista la sua durata limitata, deve giocoforza tagliare e dare per scontato degli elementi, con un minutaggio più consistente a disposizione si possono fare scelte ponderate, giocare con le immagini e con la musica nel migliore dei modi.

Non ricordo sinceramente se “gli altri mondi” vengano già inseriti nel libro “La bussola d’oro” di Pullman – mi sembra di no, che compaiano effettivamente solo a partire da “La lama sottile” -, però ho apprezzato la scelta degli sceneggiatori di inserire anche quella storyline fin da subito. Credo che aggiunga fascino, profondità e realismo al racconto, invece di limitarsi alla sola componente magica e fantasy.

 

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