Quando si parla di storia antica pochi periodi risultano tanto interessanti, soprattutto per noi che viviamo nello Stivale, come gli svariati secoli coperti dal cosiddetto Impero romano.

Come gli amanti del genere ben sanno, in realtà, le vicende di Roma coprono un arco temporale molto più ampio del solo periodo imperiale, andando dal lontano 753 a.C., anno della fondazione dell’Urbe, al 476 d.C., data della caduta dell’Impero d’Occidente e inizio del Medioevo.

Gli scrittori che hanno deciso di prendere spunto dalla vicende storiche e mitiche avvenute in questo passato così lontano sono tanti. Abbiamo scelto per voi sei romanzi, da quelli considerati classici a quelli più recenti. Una rassegna di storie e di personaggi indimenticabili, per tornare almeno con la mente al tempo dei Cesari – e non solo.

 

QUO VADIS, Henryk Sienkiewicz | Sellerio

L’amore contrastato tra Vinicio, giovane patrizio romano, e Licia, figlia di un re barbaro condotto a Roma in ostaggio e cresciuta in una famiglia convertita al cristianesimo, è il filo conduttore di questo romanzo storico. La vicenda si svolge nella Roma imperiale di Nerone, nel momento in cui per la prima volta il mondo pagano deve sostenere l’urto del mondo cristiano, la prima avvisaglia di quel conflitto che avrebbe visto il potente impero soccombere alla cristianità ancora debole e inerme.

Uno dei casi in cui la trasposizione cinematografica rende giustizia all’originale – e chissà, magari lo supera anche. La performance di Peter Ustinov nei panni di Nerone è insuperabile e indimenticabile, non importa quanti anni siano passati e quanto gli effetti speciali, oggi, siano migliorati rispetto ad allora (ricordiamo che il film omonimo è del 1951). Qualche volta, però, conoscere il romanzo che sta alla base di tutto incuriosisce, e magari può riservare delle sorprese… 

 

MEMORIE DI ADRIANO, Marguerite Yourcenar | Einaudi

Giudicando la propria vita di uomo e l’opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell’umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. “Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo” afferma, personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l’intelligenza e la volontà. I “Taccuini di appunti” dell’autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi, vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un’opera che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio.

Un libro poetico, profondo, di difficile lettura secondo molti. Il trucco – almeno secondo me – è quello di non porsi troppe domande, mentre si legge, di non voler per forza comprendere ogni frase, ogni riferimento, ma lasciarsi trasportare dalle parole, dalla musicalità del tutto. 

 

LE DONNE DI CESARE, Colleen McCullough | BUR

Geniale uomo di stato, eroico condottiero, splendido oratore ma anche dissipatore, volubile, gran seduttore, calcolatore astuto e cinico: questo il ritratto ricco di luci e ombre di Giulio Cesare, primo e unico dittatore a vita nella storia di Roma, suo padrone assoluto, al punto che dopo di lui “Cesare” divenne sinonimo di imperatore. Gli anni considerati nel saggio sono quelli densi di eventi che vanno dal 70 al 58 a.C., in cui Cesare, prima di partire per la Gallia, s’impone gradualmente sull’insidiosa scena politica e prepara la sua irresistibile ascesa.

Forse il capitolo della saga dedicata all’antica Roma della McCullough che ho amato di più – e certamente quello che ho riletto più volte. Anche se qui vi proponiamo questo libro – che in ordine è il quarto -, vi consigliamo davvero di leggerli tutti e sette. In nessun romanzo storico ho ritrovato dei personaggi così realistici, così vivi, che escono dalla pagina e si stagliano davanti a voi in tutta la loro tridimensionalità. Dopo questa lettura l’immagine che avete di Cicerone, Cesare e tutti gli altri non sarà più la stessa. 

 

POMPEI, Robert Harris | Mondadori

Pompei, 79 d.C. Mancano solo due giorni all’immensa eruzione del Vesuvio. Due giorni alla catastrofe che porterà alla morte, in una ventina di ore, una città magnifica. È un’afosa settimana di fine agosto. In questo clima di calma apparente, solo un uomo è preoccupato: l’ingegnere Marco Attilio, da poco nominato responsabile dell’Aqua Augusta, l’imponente acquedotto dell’Impero Romano. Giunto in tutta fretta da Roma dopo che il suo predecessore è scomparso misteriosamente, Attilio si rende conto che le sorgenti d’acqua, per la prima volta da tempo immemorabile, vanno di colpo esaurendosi e si mescolano allo zolfo. Grande conoscitore del bene più prezioso, l’aquarius – l’ingegnere delle acque – è convinto che a nord di Pompei, sulle pendici del Vesuvio, qualcosa di grave sia successo nel tratto principale dell’acquedotto…

Dalla Roma dei Cesari, ci spostiamo verso sud, nella provincia. Per rivivere le ultime ore della potente Pompei. 

 

MILLE BACI E ANCORA CENTO, Laura Sciolla | Mondadori

Pervaso di passione e tenerezze, forgiato da liti violente e ardenti riconciliazioni, l’amore senza tempo tra Lesbia e Catullo è sopravvissuto intatto nei versi immortali del poeta. È sua la voce che reclama tanti baci quante sono le stelle e la sabbia del deserto, che intreccia l’odio all’amore, che carezza e ferisce, che prega e accusa, sua è la voce che fino a oggi abbiamo ascoltato. Perduta, proprio come quella di tantissime donne per secoli e secoli, è invece la voce di Lesbia, nobile romana bellissima, anticonformista e conturbante, che qui riemerge in tutta la sua forza. Attraverso il racconto di lei riviviamo la loro intensa storia, sullo sfondo del clima tempestoso che nel I secolo a.C. segna il passaggio di Roma dalla Repubblica all’Impero.

Quella di Catullo per Clodia/Lesbia è una passione che ha attraversato i secoli. Confesso che questo libro di Laura Sciolla mi incuriosisce… rendere un amore “leggendario” senza cedere alla tentazione di banalizzare il tutto (di renderlo troppo moderno) non è impresa facile. 

 

L’ULTIMA LEGIONE, Valerio Massimo Manfredi | Mondadori

Anno Domini 476. Nella pianura fra Pavia e Piacenza, una coltre di nebbia ricopre il paesaggio. Ad un tratto un’orda di cavalieri barbari emerge dalla foschia e si abbatte sul campo della Legio Nova Invicta, leggendario baluardo della romanità a difesa di Romolo Augustolo, un ragazzo di tredici anni, l’ultimo imperatore romano d’Occidente. Ma non tutti muoiono nel massacro. Dal campo risorge un gruppo di legionari che paiono immortali. A loro si aggiunge Livia Prisca, formidabile guerriera. La loro disperata missione è liberare Romolo Augustolo insieme a Meridius Ambrosinus, il suo enigmatico precettore, anche a costo della vita.

Impossibile non inserire uno dei campioni nostrani del genere, in questa rassegna romana. Qui Manfredi ci porta direttamente alla fine dell’Impero, quando ormai i barbari sono una realtà che è impossibile tenere a freno e il retaggio degli antichi Cesari sta per crollare per sempre. 

 

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