“The whale”: il racconto eccessivo e intenso di un uomo alla deriva

Brendan Fraser dà una grande prova recitativa nel dramma da camera di Darren Aronofsky

Un film di Darren Aronofsky. Con Brendan Fraser, Sadie Sink, Chau Hong, Samantha Morton, Ty Simpkins. Drammatico, 117′. USA 2022

Charlie è un uomo obeso di una cinquantina d’anni. Vive solo, passa le giornate seduto sul divano tenendo corsi di scrittura online, guardando la tv e mangiando compulsivamente. Nella sua vita ci sono Liz, amica infermiera che si prende cura del suo stato di salute sempre più precario, e la figlia Ellie, diciassettenne che ha abbandonato quando era bambina per seguire l’amore della sua vita, Adam, il cui successivo suicidio è all’origine della sua obesità. Sentendo la morte avvicinarsi Charlie decide di spendere il tempo che gli resta per riconciliarsi con Ellie, la quale non gli ha mai perdonato la sua scelta…

 

Tratto dall’omonima opera teatrale di Samuel D. Hunter, “The Whale” racconta la vita nell’arco di una settimana di Charlie (Fraser), un cinquantenne obeso che insegna scrittura online e non lascia mai il suo appartamento, nonostante le insistenze dell’amica infermiera Liz (Chau).

Darren Aronofsky sceglie, per il suo toccante dramma da camera, un formato di ripresa 1:33 che risulta essere il più appropriato per un film piccolo e intimo su un uomo molto grande.

La regia è fortemente cinematografica, mostra l’esistenza claustrofobica di Charlie senza mai renderla bizzarra o mostruosa e anzi, spingendo il pubblico a empatizzare con lui. A interrompere questa intimità casalinga, gli ingressi e le uscite delle altre persone.

Brendan Fraser dà una grande prova di sé, in questo ruolo che potrebbe segnare il suo rilancio professionale. Ma come in un ingranaggio perfetto, anche i comprimari fanno bene il loro lavoro, contribuendo alla riuscita del film.

“The Whale” è una rappresentazione schietta e commovente della fragilità umana, ravvivata dall’ottimismo perverso o forse sarebbe meglio dire dalle illusioni del suo protagonista. Un film che fa interessanti allusioni a “Moby Dick”, a partire dal titolo, e che non credo sia un azzardo immaginare in odore di premi…

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Campana doc, si laurea in scienze delle comunicazioni all'Università degli studi di Salerno. Internauta curiosa e disperata, appassionata di cinema e serie tv, pallavolista in pensione, si augura sempre di fare con passione ciò che ama e di amare fortemente ciò che fa.

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