“Wonder Woman 1984”: un sequel non all’altezza dell’originale

Una Gal Gadot sempre bellissima veste i panni della super-eroina nel film di Patty Jenkins

Un film di Patty Jenkins. Con Gal Gadot, Kristen Wiig, Pedro Pascal, Chris Pine, Connie Nielsen, Robin Wright. Azione, 151′. USA 2020

Diana Prince/Wonder Woman porta avanti la sua vita, alternando l’identità civile da esperta d’arte e quella da super-eroina, e sono ormai passati quasi settant’anni dal suo arrivo nel mondo dei mortali dall’Isola Paradiso (detta anche Themyscira), luogo natio delle Amazzoni. Due novità dirompenti sono però pronte a sconvolgere la vita di Diana: entrano nella sua vita Maxwell Lord e Barbara Minerva ma, soprattutto, l’amore della sua vita, l’aviere americano morto quasi settant’anni prima, Steve Trevor, riappare miracolosamente, come se non fosse passato nemmeno un giorno dal suo eroico sacrificio datato 1918.

 

Dopo l’uscita internazionale – ma non europea – sulla nuovissima piattaforma HBO Max a Natale, “Wonder Woman 1984”, sequel del tanto apprezzato film del 2017 diretto da Patty Jenkins, sta per arrivare anche nel nostro continente.

DC e Warner Bros hanno deciso infatti di non aspettare la riapertura delle sale: il 12 febbraio il film sarà disponibile sulle principali piattaforme di video-streaming, per l’acquisto o il noleggio, e anche su Sky Primafila.

Noi lo abbiamo già visto, carichi di aspettative, visto il precedente, ma anche consapevoli di quanto il DC Extended Universe abbia regalato in questi anni più delusioni che gioie ai fan – a proposito, siamo in attesa della director’s cut di “Justice League” di Zack Snyder, che uscirà sempre su HBO Max.

Ma tornando alla nostra amazzone, interpretata dalla sempre meravigliosa Gal Gadot, mettetevi comodi, perché ci sono diverse cosette di cui parlare.

La trama di “Wonder Woman 1984” è molto semplice: da inizio Novecento ci siamo spostati negli anni ’80 (periodo in cui, tra l’altro, il personaggio dei fumetti ebbe una rinascita editoriale, dopo due decenni travagliati), e qui ci sono un artefatto scomparso, una collega sui generis e un business man che non dà tregua alla ricercatrice, storica e antropologa Diana Prince (alias WW).

Le scene iniziali sono deliziose, abilmente filmate con stunt e non in CGI. Poi il declino: la sceneggiatura è debole, i dialoghi sono troppo lunghi e prolissi, le sequenze d’azione non sono all’altezza nemmeno di “Batman V Superman” – e ho detto tutto! – e il cattivo è discutibilissimo. E si sa, in un film di supereroi quando il villain non è convincente, c’è sempre poco da fare… o da scrivere.

Dopo l’obbligatoria origin story, in questo secondo film vediamo una Wonder Woman pienamente consapevole del suo ruolo e delle sue capacità. Il film, però, oltre a intrattenere, fa storcere parecchio il naso. Peccato, perché dopo l’esordio le aspettative erano ben altre. 

E voi cosa ne pensate? Fateci sapere, quando avrete visto “Wonder Woman 1984”!

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Classe 1996, marchigiana d’origine, studia comunicazione a Roma e ha trovato il modo di coniugare la passione per il cinema e quella per la scrittura... Come? Scrivendo sul e per il cinema dal 2015. Ha all'attivo diverse esperienze sul set, con registi del calibro di Matteo Garrone, e sogna un giorno di veder realizzato il suo film.

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